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SOLIDARIETA'

Il dono di Benigni all'ospedale

Il folletto premio Oscar in città per inaugurare il reparto di reumatologia costruito con il ricavato di un suo spettacolo

PRATO. Roberto Benigni, a Prato, ci torna raramente, e quando lo fa non è mai per caso. L'ultima volta fu nel settembre di due anni fa quando, in un "Lungobisenzio" da tutto esaurito, incantò novemila pratesi con un'edizione speciale della sua interpretazione dantesca "TuttoDante". Un evento voluto fortemente dal sindaco di allora Marco Romagnoli, il cui incasso Robertaccio da Vergaio rigirò subito in beneficenza alla propria città e più precisamente all'ospedale "Misericordia e Dolce".

E domani pomeriggio, alle 15, il cerchio si chiuderà con l'inaugurazione del reparto di reumatologia costruito con i 158mila euro ricavati proprio da quello spettacolo. A tagliare il nastro, naturalmente, non poteva non essere presente l'artefice e benefattore: il folletto premio Oscar tanto caro ai pratesi. Che alla sua città, nonostante il successo e la lontananza, ha sempre dimostrato di tenere in modo particolare. Lo chiamò il sindaco nella primavera del 2007, lui fu subito d'accordo. «Lo spettacolo lo faccio - disse Roberto Benigni - ma i soldi li lascio alla città e ai pratesi».

E così via, parole d'amore su parole d'amore. Anche perchè l'ultima volta che Roberto Benigni si era esibito di fronte al pubblico pratese era stato quasi vent'anni prima, quando successe proprio la stessa cosa. Era il 1989, lo spettacolo lo strepitoso "TuttoBenigni" e in piazza Mercatale seimila pratesi impazzirono di gioia. Fu il più grosso successo di una stagione che in cartellone prevedeva, tra l'altro, artisti del calibro della Premiata Forneria Marconi e Alberto Fortis. E l'incasso finì anche quella volta in beneficenza. Servì per acquistare dei sistemi di sos da installare nelle case degli anziani che vivevano da soli. Insomma, una storia d'amore infinita quella con la città di Prato, con cui il toscanaccio, il Mario Cioni di Vergaio sembra davvero non voglia cessare di essere in debito. Come fece due anni fa con uno spettacolo che cadeva proprio al termine di una tournè trionfale come fu quella di "TuttoDante".

«Con Prato c'è un rapporto particolare e quindi dev'essere qualcosa di gioioso come una festa popolare - spiegò Benigni al sindaco di Prato che lo aveva invitato - lo devo a questa città, dove ci sono le mie radici e la mia formazione».
Fu così che andò. Uno spettacolo in cui si sommarono senza soluzione di continuità i canti e la poesia di Dante ai ricordi d'infanzia a Vergaio, la satira sull'attualità alla vita del Mario Cioni che lo rese famoso.

Ecco, domani pomeriggio alle 15, in piazza Ospedale, quel premio Oscar con la faccia
del Mario Cioni che tutti conoscono, solo un po' più vecchio e saggio, l'intellettuale che ha riportato all'attenzione della massa il genio e la profondità di Dante Alighieri, taglierà quel nastro e verrà ancora una volta a prendersi quel che si merita: l'ennesimo abbraccio della città di Prato.

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