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aspettando benigni

C'è ancora la casa del Cioni

Piccolo tour alla ricerca dei luoghi pratesi in cui fu girato “Berlinguer ti voglio bene”

PRATO. Dal sottopasso di via del Beccarello a Mezzana al circolo di Vergaio, passando da quello di Galciana e dalla Chiesa di Tobbiana. E’ un tour sulle tracce di quel Cioni Mario di Gaspare fu Giulia. Sono passati trent’anni dal debutto sul grande schermo di “Berlinguer ti voglio bene”, film cult di Giuseppe Bertolucci dove Roberto Benigni interpreta il suo Mario Cioni. Qualcuno di più invece dalla presentazione del monologo al circolo Arci di Grignano. Trent’anni dopo siamo tornati a visitare gli stessi luoghi del’unico film pratese di Benigni. Qualcosa è rimasto immutato, qualcosa invece non c’è più.

“Berlinguer ti voglio bene” fu girato nel luglio 1977 in soli 28 giorni. E le riprese si concentrarono tra Vergaio, paese di Benigni, Campi Bisenzio, luogo natale di Carlo Monni, che nel film è Bozzone, e Quarrata, in provincia di Pistoia. Per fortuna, niente di quel diavolaccio del Cioni è andato perduto. Né l’attenzione per un film che ancora oggi non ha trovato una sua precisa classificazione, né i luoghi dove fu girato. Tanto che il 13 settembre, sei giorni dopo dal grande appuntamento con “TuttoDante” al Lungobisenzio, la Circoscrizione Ovest ha organizzato al circolo Arci di Galciana, lo stesso dove vennero girate alcune delle scene del film, una serata dedicata a “Berlinguer ti voglio bene”. Sullo schermo, la video-inchiesta “Sulle rotte di Berlinguer ti voglio bene” di Fabrizio Nucci e Bruno Santini, seguita dal commento di chi quel film lo ha fatto davvero: Monni, Franco Casaglieri e Sergio Forconi. Per capire la portata di quel film nella storia del cinema italiano, basta fare un giro su internet. Ci sono interi blog dedicati a “Berlinguer ti voglio bene”.

Primo fra tutti, quello di un pratese, che si trova all’indirizzo http://berlinguertivogliobene.splinder.com/, dove sono stati inserite le scene tratte dal film, le foto dei luoghi pratesi com’erano in “Berlinguer ti voglio bene” e come sono oggi. Se tanti italiani, la prima volta che si sono trovati di fronte ai monologhi dissacranti del Cioni Mario, hanno avuto da storcere il naso, i pratesi e i campigiani ancora oggi vanno fieri di quel film che Bertolucci volle girare nelle nostre campagne e nelle case del popolo. Perché il sottoproletario-contadino Cioni non poteva muoversi in ambienti differenti.

Le case del popolo del film sono quelle di Vergaio, Galciana, Quarrata e San Piero a Ponti. Al circolo Arci di Vergaio, il liscio non si balla più nella grande pista all’aperto, ma gli amici di Roberto sono ancora tutti lì con le carte in mano per la partita del pomeriggio e della sera. A Galciana, dove fu girata la scena della tombola, a distanza di 30 anni il gioco da condividere tutti insieme il sabato e la domenica è ancora una delle spinte all’attività del circolo. Al circolo di Quarrata invece, la lap dance ha preso il posto al pattinaggio. Il cantiere dove lavorano Benigni e Monni come muratori è quello in cui si stava costruendo il centro commerciale Pratilia, con l’allora avveneristica piscina sul tetto. Nel film si vede ancora la declassata a solo due corsie ed un passante pedonale demolito da molti anni. Il casolare dove vivono Benigni e Alida Valli pare essere invece rimasto immobile nel tempo.

E’ ancora lì, a Casale, e si vede benissimo imboccando l’A11 a Prato Ovest, in direzione Pistoia. Per anni ha ospitato il canile Rossi, ora invece, è abitato da una famiglia. Il sottopasso dove Benigni si addormenta dopo la falsa notizia della morte della mamma è poco dopo il casello di Prato Est, in via del Beccatello a Mezzana, mentre la chiesa dove Alida Valli porta il figlio per farlo rimproverare dal parroco è la chiesa di San Silvestro a Tobbiana. Infine, la zona tra i campi dove Monni, in bicicletta con Benigni, recita la celebre poesia “Noi semo quella razza che l’è fra le più strane, che bruchi semo nati e bruchi si rimane”, è a Baciacavallo.

Dopo “Berlinguer ti voglio bene”, di Prato non c’è più traccia nei film di Benigni. Torna in “TuttoBenigni”, la videocassetta dal vivo datata 1983, dove il comico presenta un’esilarante clip in cui si vede Vergaio come sfondo di un’indimenticabile “mosca cieca”, che finisce in piazza Mercatale.

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