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CINA SCONFITTA

La prima volta che una rappresentativa cinese prese parte al Torneo di Viareggio, Mao Tse-tung era morto da appena due anni. Era il 1978 e la storica Coppa Carnevale era giunta alla sua trentesima...

La prima volta che una rappresentativa cinese prese parte al Torneo di Viareggio, Mao Tse-tung era morto da appena due anni. Era il 1978 e la storica Coppa Carnevale era giunta alla sua trentesima edizione. A trionfare fu la Fiorentina, che in finale strapazzò la Roma. Proprio nel girone dei viola vi era anche la Beijing Youth, prima squadra asiatica a prendere parte alla competizione.

A quarant’anni di distanza, il mondo del calcio ha completamente cambiato volto. Il baricentro pallonaro si sta inesorabilmente spostando verso Oriente. La Cina, abbandonata la linea maoista e abbracciato il capitalismo, ha puntato con decisione sul calcio e il suo relativo marketing.

Il presidente Xi Jinping, del resto, è uno sfegatato tifoso interista. L’obiettivo di Pechino, entro il 2020, è quello di diventare un crocevia del calcio mondiale: grazie alle 20mila scuole calcio che saranno aperte, la Cina sfornerà circa 50 milioni di calciatori. E anche – se non soprattutto – in questa direzione dev’essere letto il ritorno della Cina nel torneo. La rappresentativa Under 19 dei Dragoni Rossi è sbarcata nel weekend in Italia, pronta a confrontarsi con i pari età delle altre partecipanti. Che il ct della Nazionale cinese sia un viareggino doc come Marcello Lippi, e che sia stato il “Piero Masoni” di Fornacette a battezzarne il ritorno, non sono certo due casualità. Se il primo elemento indica la volontà di crescita del settore giovanile da parte della federcalcio cinese, il secondo è uno dei risultati del recente accordo raggiunto dalla società di Luca Baldi e il Parma.

La proprietà della squadra ducale è, da più di un anno, nelle mani di Jiang Lizhang, affermato businessman dell’estremo oriente. Fornacette, così, grazie al grande lavoro della società, è divenuta un centro per il calcio giovanile, regionale e non solo. Basti pensare che al “Piero Masoni”, per questa edizione del torneo, giocheranno squadre di tutti i continenti. Per la cronaca, l’esordio dell’Under 19 cinese ha visto i giocatori asiatici arrendersi alla primavera del Torino.

Dopo un primo tempo di buon livello, durante il quale l’Under 19 asiatica non ha certo demeritato, la muraglia cinese è crollata a poco meno di dieci minuti dalla fine. È stato il capitano granata, Enrico Celeghin, a capitalizzare un corner dalla destra, infilando la rete avversaria. Nonostante l’amaro esordio, i ragazzi della selezione cinese possono guardare con ottimismo al prosieguo della competizione, soprattutto tenendo conto dei primi, ben giocati quarantacinque minuti. Da sottolineare, la bellissima cornice di pubblico che ha assistito al match. La tribuna

del “Piero Masoni”, già dai primi minuti di gioco, non presentava alcuno spazio vuoto. Tanti curiosi, ma anche un nutrito gruppo di supporter cinesi, che hanno voluto così omaggiare il ritorno, dopo quattro decenni, di una loro rappresentativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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