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«Pecciolese, voglio portarti in alto»

Il presidente Lenzi carica l’ambiente in vista del big match con la Pro Livorno

PECCIOLI . Non è ormai più un segreto che la Pecciolese stia vivendo un’annata veramente straordinaria: la compattezza del gruppo di mister Fabio Natali ha portato alla città il primo posto del girone C della Promozione Toscana in coabitazione con la Pro Livorno Sorgenti, prossima avversaria dei nerazzurri e additata sin dagli inizi del campionato come probabile favorita alla vittoria finale.

In occasione del big match di domenica, importantissimo per le sorti del campionato, abbiamo deciso di farci raccontare il percorso intrapreso finora dalla squadra dal suo massimo rappresentante: il presidente Enrico Lenzi.

Buongiorno presidente

«Buongiorno a lei».

Emozionato per domenica?

«Emozionato lo sono sempre: io sono innamorato della Pecciolese e dei miei ragazzi. Quando arriva la domenica mi tolgo i miei vestiti da manager per trasformarmi nel tifoso numero uno della squadra. Il più partecipe,il più scalmanato».

Per battere la apro Livorno Sorgenti ci sarà bisogno della partita della vita?

«Penso che loro, debbano farla. Noi siamo risultati i campioni d’iInverno, e sempre noi li abbiamo battuti in casa nostra durante la prima giornata del girone di andata. Occhio però a non fraintendere queste parole: non dovrà mancare in alcun modo l’umiltà. I miei ragazzi sanno che i giocatori che ci troveremo di fronte sono tecnicamente molto abili e possiedono una compattezza tattica invidiabile: dovremo dare tutto quello che abbiamo in corpo per vincere».

Certo che lei sembra un motivatore nato...

«Ê il mio compito principale. Penso che in società ognuno debba avere il proprio ruolo e io, in quanto presidente, mi limito a spronare i ragazzi e a tenere in ordine i conti. Per il resto mi lasci dire che abbiamo la miglior squadra dirigenziale che potessi desiderare: Giacomo Stefanini come direttore generale Alessandro Donati come direttore sportivo ed il mister Fabio Natali sono veramente una sicurezza».

È’ conscio di avere una grande dirigenza, ma era, eravate, eravate perciò preparati ad affrontare un campionato di vertice?

«Assolutamente no, anzi, in estate la società ha rischiato di sparire. Purtroppo la scorsa stagione non è andata come speravamo e, dopo aver adempiuto ai nostri impegni, sono nate alcune divergenze di opinioni con altri dirigenti della società. Ho meditato molto su un possibile passo indietro, ma in seguito, grazie anche alla caparbietà del sindaco Renzo Macelloni, mi sono convinto che era giusto ripartire affidandomi ai sopracitati Stefanini e Donati».

Rivoluzionando la rosa.

«C’era la necessità di cambiare. Nella riunione svolta a inizio stagione alla squadra ho chiesto solamente una tranquilla salvezza, ma questi ragazzi stanno andando oltre più rosea previsione. Mi sento veramente legato ad ognuno di loro perché mi stanno regalando un sogno. E lo stanno regalando ai nostri tifosi».

A proposito di sogni: essendo il proprietario di una azienda leader nel settore del Global Service come la Geu Impianti srl, con un fatturato da 14 milioni di euro annui, non vorrà mica fermarsi qui?

«Il sogno è quello di portare la Pecciolese in serie D. Siamo consci che già l’Eccellenza sarebbe un risultato storico per questa società, ma ritengo che qui ci siano le opportunità per far bene e poter e crescere con coninuità».

Qualche altro sogno
nel cassetto?


«Far crescere tanti ragazzi e dar loro così la possibilità di diventare dei veri e propri calciatori».

Sempre a Peccioli?

«Naturalmente. Le ripeto: ne sono follemente innamorato».

Dario Pellegrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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