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IL PUNTO SUL CAMPIONATO 

Toscana protagonista nel girone E, dominato dai Mobilieri

Dal punto di vista culinario va di più la piadina rispetto alla schiacciata del Chianti nel girone tosco-romagnolo-emiliano di serie D. Ma la cecìna continua invece a essere il piatto forte nell’altro...

Dal punto di vista culinario va di più la piadina rispetto alla schiacciata del Chianti nel girone tosco-romagnolo-emiliano di serie D. Ma la cecìna continua invece a essere il piatto forte nell’altro raggruppamento, dove la “fogassa” ligure non lievita.

Girone D. Nelle prime quattro posizioni l’idioma toscano è del tutto desueto. E se è vero che in Italia vincono i campionati le squadre che prendono meno gol, il Fiorenzuola è in una botte di ferro. Ma le piccole grandi soddisfazioni non mancano per la truppa del Granducato a cominciare dall’Aquila Montevarchi, uscita con le piume intatte e con qualche recriminazioni (vedi autorete a 10’dal termine) nientemeno che dal “Neri”, fortino del Rimini. Aquilotti quinti, sempre davanti di un piazzamento alla Sangiovannese a cui stavolta non basta il solito Jukic ad evitare l’harakiri casalingo col Carpineto. La Colligiana di Carobbi, dopo quattro batoste di fila sceglie la domenica giusta per resuscitare, sbancando in scioltezza il terreno del Forli. Detto e scritto della battuta d’arresto del Tuttocuoio in casa della Sammaurese, la Pianese sotto il Monte Amiata riacciuffa il pareggio un istante prima del triplice fischio col Romagna Centro, facendo imbestialire gli avversari Ed è pari e patta fa pure tra le mura amiche per il Sansepolcro nel match interno contro la Corregese.

Girone E. La madre di tutte le partite, Viareggio-Ponsacco, lascia la Banda Maneschi al comando, ancora imbattuta, confermando allo stesso tempo tutte le belle parole spese per l’indigeno e fiero gruppo marinaresco guidato dal nocchiero di lungo corso Carlo Bresciani. «Tanto non dura...», e siamo alla fine del girone d’andata. Il colpo del giorno lo firma il Seravezza dell’umile Vangioni, che canta di gioia sul palco, pardon, sul prato di Sanremo. Il collega Calabria aveva previsto una sorta di “gabbia” per fermare Rodrigues. Esperimento riuscito. Ma forse era meglio marcare anche gli altri giocatori ospiti. Spiegate le sorti del trio da podio, la Lavagnese dei big capisce a proprie spese che se il cascinese Caciagli e compagni “girano”, il San Donato può battere chiunque,
mentre il poco compassionevole Real Forte Querceta asfalta (7-1) la cerentola Argentina. Il derby del “Mariotti” regala poco spettacolo e un brodino alle pericolanti Montecatini e Rignanese. Andamento lento per lo Scandicci, sconfitto a Savona che si muove come un bradipo su un baobab.

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