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Fabio Soldaini è una gloria che calcio di Castelfranco. Giocò nel Legnano in serie A e B

Gli 80 anni del "ragno volante"

Finì anche a un passo da Milan e Juve, gli aneddoti di una carriera tra i pali

 CASTELFRANCO. Ha compiuto 80 anni, Fabio Soldaini: uno dei campioni castelfranchesi del calcio degli anni Cinquanta. A soli 19 anni Fabio esordì in serie A come portiere del Legnanoe in poco tempo divenne noto alle cronache sportive come il "ragno volante" per la potenza nel salto a caccia della palla e la prontezza dei riflessi. Oggi Fabio Soldaini ricorda quei tempi con orgoglio e un po' di nostalgia per quella forza nelle gambe che ha contraddistinto la sua giovinezza.  Il tempo non ha però intaccato il suo spirito allegro né quella luce che gli si accende negli occhi quando parla di pallone.  La carriera del "giovane ottantenne" Fabio è iniziata nella giovanile della Dinamo di Santa Croce. Il calcio gli era sempre piaciuto ma a giocare non ci aveva ancora pensato. Poi l'occasione si presentò davvero inattesa: «Seguivo gli allenamenti della Dinamo e raccattavo le palle dietro la porta - racconta Fabio -, un giorno il mister mi chiese di provare a stare fra i pali e io accettai a dire il vero un po' sorpreso».  Le doti di Fabio non tardarono a emergere e il mister cominciò a farlo giocare in prima squadra in serie D, complice anche la squalifica di sei giornate del portiere titolare. Fabio non deluse le aspettative tanto che due compagni di squadra gli consigliarono di andare a fare un provino per una squadra professionista: «Feci una prova a Signa e - continua Fabio - mi presero. Il contratto me lo fece firmare l'ex presidente del Pisa, Romeo Anconetani».  «Alla fine della stagione fui riconosciuto come il miglior portiere di serie C e cominciarono ad arrivare proposte importanti. Feci anche un provino con l'Inter e uno con la Juve, dove mi ruppi un dito. Alla fine mi prese il Legnano che mi pagò 3 milioni».  Fabio Soldaini faceva da riserva a Gandolfi - futuro portiere della Juventus - e a Longoni. La società lilla decise però di lanciare anche il promettente giovane castelfranchese: «Esordii nel '51 contro la Lucchese sul campo neutro di Modena - ricorda Fabio -. Perdemmo 2-0 e pesavo che non sarei più entrato. Invece giocai altre cinque partite ed ebbi l'onore di difendere la porta anche contro l'Inter e la Lazio».  Fabio era ormai pronto per un posto da titolare ma quella stagione il Legnano retrocesse. In serie B il "ragno volante" riuscì comunque a farsi notare dai grandi club della massima serie e andò a un passo dall'ingaggio col Milan: «Facemmo una tournée in Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo - spiega Fabio -. Il Legnano doveva giocare contro l'Utrecht e seppi che anche il Milan avrebbe assistito alla gara per vedere come me la cavavo. Vincemmo 3-2 e nel finale parai un tiro imprendibile del grande Faas Wilkes, il "tulipano volante", proprio all'incrocio dei pali. A fine gara fui addirittura portato in trionfo dai tifosi italiani», si emoziona il portiere castelfranchese.  L'accordo col Milan sembrava fatto ma il Legnano alzò eccessivamente la richiesta: «Chiedeva quaranta milioni, i rossoneri invece erano disposti ad arrivare a 25. Scherzo del destino (e del nome) invece di Soldaini presero Soldan», ironizza Fabio Soldaini. Poi conclude con un sorriso: «La Cuoiopelli è la squadra che porterò sempre nel cuore». Rachele Di Saverio  Il ragno volante restò fedele ai colori lilla per sei anni poi passò al Taranto (serie B) per due stagioni. Dopo la nascita del secondo figlio, Fabio decise di tornare nel Valdarno e si accasò alla Cuoiopelli in C2. In quegli anni ricevette anche una convocazione
nella squadra delle vecchie glorie della Nazionale come riconoscimento.  La squadra santacrocese è stata l'ultima esperienza da professionista del ragno volante che si ritirò a 37 anni: «A Santa Croce c'erano tifosi e conoscenti di quando ero ragazzo - spiega Soldaini - fu come essere in famiglia.

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