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Donna di 30 anni lasciata in attesa per sette ore al pronto soccorso

Lo sfogo di una madre alle prese con il caos al pronto soccorso del “Lotti”. Intanto i Cinque Stelle presentano mozione in Regione: collasso intollerabile 

PONTEDERA. «Mia figlia è stata lasciata su una sedia per sette ore ad aspettare che un medico si occupasse di lei. Al triage del pronto soccorso dell’ospedale “Lotti” a Pontedera le avevano dato un codice verde, senza urgenza. Ma quando finalmente l’hanno visitata si sono resi conto che la situazione era grave e l’hanno operata».

Comincia così lo sfogo di una cittadina di Calcinaia che lunedì mattina, in un giorno di massima affluenza al pronto soccorso, ha accompagnato la figlia di 30 anni all’ospedale. «A differenza di chi dice che il personale è gentile, io voglio dire l’esatto contrario – spiega la donna – Chi ha accolto mia figlia la mattina del 10 settembre può tranquillamente andare a fare altro nella vita. È stato molto scortese e mia figlia non era lì per fare inutili storie. Siamo arrivati alle 9, si sono occupati di lei alle 16, anche se prima le avevano fatto le analisi del sangue. Ma l’hanno lasciata per ore su una sedia e ancora non sappiamo quanto questo abbiamo influito negativamente sulle sue condizioni di salute», aggiunge la cittadina di cui “Il Tirreno” ha nome e cognome, ma ha deciso di non rivelarlo a tutela della privacy della figlia.

«Che cosa dire? Forse se avessero visitato subito mia figlia, se si fossero resi conto che aveva una cosa grave, non l’avrebbero lasciata per ore su una sedia mentre lei aveva dolori fortissimi e si lamentava».

La giovane aveva un problema a un’ovaia che si era «come piegata. Solo che se ne sono accorti dopo ore – continua la madre – L’hanno operata d’urgenza ma con conseguenze gravi, tenuto conto che si tratta di una giovane». La famiglia sta valutando se presentare un esposto. «Non voglio i soldi dell’Asl ma è una vergogna. Non si può tenere un ospedale in questo modo». Parole pesanti, quelle della cittadina, che colpiranno gli operatori, costretti da scelte aziendali a turni di lavoro sempre più massacranti.

Intanto i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle, Irene Galletti e Andrea Quartini, presentano una mozione in Regione: «Il collasso del pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera, con una cinquantina di persone in attesa, alcun posto a sedere e barelle disseminate ovunque, non è accettabile. Sulla dotazione organica, poi, parliamo di gravi carenze che rischiano di compromettere la qualità del lavoro di chi opera all’interno del nosocomio: il personale sanitario, costretto a turni massacranti, è maggiormente soggetto al pericolo di errori, piccoli e grandi».

«Troppi i problemi che si sono verificati nella gestione dei pazienti del pronto soccorso – sottolineano ancora Galletti e Quartini – Per questa ragione chiediamo che la giunta toscana si impegni in tempi brevi a dar vita ad un’analisi di quanto avvenuto».

Per gli esponenti del M5S, «sino a oggi l’abnegazione e lo spirito di servizio dei molti medici e assistenti che operano al Lotti ha permesso di limitare le inevitabili ricadute negative sul trattamento offerto ai pazienti. Ora basta: pazienti

e personale sanitario devono essere tutelati».

Non è la prima volta che il silenzio della politica e le decisioni calate dall’alto dall’Azienda Toscana Nord ovest penalizzano l’ospedale di Pontedera e chi ci lavora. –

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