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Il ricordo dei colleghi degli uffici Piaggio lavorava al settore finanziario e gestione 

«Uno stimato professionista amante delle moto»

LE TESTIMONIANZEIl dolore è entrato negli uffici di Piaggio poco dopo le 9. Il primo a sapere della morte di Andrea Nardo, impiegato e addetto ai servizi finanziari. Il suo capoufficio, il dottor...

LE TESTIMONIANZE

Il dolore è entrato negli uffici di Piaggio poco dopo le 9. Il primo a sapere della morte di Andrea Nardo, impiegato e addetto ai servizi finanziari. Il suo capoufficio, il dottor Mauro Prignoli, mentre andava al lavoro, ha visto sull’asfalto la moto Ducati di Andrea. Non ha avuto dubbi: era lui e ha subito capito che la situazione era disperata. E sono stati poi i colleghi della vittima a dare la triste notizia alla sorella.

Una mattina difficile anche per i colleghi. Marina Lisa ricorda quando la vittima era arrivata a Pontedera. «Andrea era un ragazzo inizialmente un po’ timido, ma con il passare del tempo è diventato un collega molto amato, un elemento importante della nostra squadra. Era un’anima buona, una persona delicata e ironica, capace con la sua gentilezza di creare ottimi rapporti con tutti i colleghi. Era uno stimato professionista, molto dedito al lavoro, che svolgeva con grande passione, e che coniugava con il grande divertimento della sua vita, le moto sportive». Tanti i ricordi. «Era una persona solare, sempre cordiale e disponibile con i colleghi. Lavorava con noi nell’area finanziaria da oltre 12 anni, e grazie anche al master che aveva conseguito all’Università di Pisa, aveva maturato una consolidata esperienza non comune. Aveva un senso dell’umorismo molto sottile e intelligente, ed era un grande appassionato di moto e di competizioni motoristiche», sono le parole del suo capoufficio. «Ricordo che all’inizio della carriera la sua riservatezza lo faceva percepire un pochino distante, ma negli anni ha sviluppato una grande attitudine relazionale ed era affettuosamente benvoluto da tutti. Ci mancherà molto», dice Annapaola.

«Aveva una grande passione per le moto e la velocità – sono le parole di Chiara Mani, un’ex collega - lo vedevo sempre arrivare in moto, a volte lo incontravo anche su viale America, dove è avvenuto l’incidente. È una strada rettilinea, pericolosa, ci vorrebbero i dossi per limitare la velocità. Ma sento dire che non li possono installare perché sono strade su cui devono passare anche i mezzi di soccorso. C’erano dossi anche in viale Rinaldo Piaggio ma poi li hanno tolti. Invece potrebbero

essere utili anche per ridurre gli incidenti».

È il momento del silenzio. Chi conosceva Andrea lo immagina a vedere le gare di motociclismo o mentre si scatta un selfie nel museo Piaggio o ancora con gli amici e la sorella gemella che vedeva e sentiva ogni giorno. —

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