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Geotermia, riunione tra consiglieri del Pd sullo stop alle centrali
economia in bilico 

Geotermia, riunione tra consiglieri del Pd sullo stop alle centrali

Confronto tra favorevoli e contrari alla moratoria di Marras In ballo gli investimenti di Enel e i progetti per la Valdicecina 

LARDERELLO. Moratoria sì. Moratoria no. Oggi il Partito democratico prova a trovare la quadra sulla geotermia. Sindaci del territorio, segretari locali e consiglieri regionali eletti nel grossetano-pisano-senese si incontrano a Firenze per trovare una posizione unitaria. Il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessora all’ambiente Federica Fratoni aspettano e sono pronti a confrontarsi col Pd il 12 settembre.

L’obiettivo è lasciarsi alle spalle le polemiche e portare avanti una politica comune sulla geotermia. Mentre i Comuni dell’Alta Valdicecina aspettano dalla Regione una risposta sui progetti da realizzare coi maggiori incassi da un accordo con Enel: lo stop ai tagli all’ospedale di Volterra, l’ammodernamento della strada 439, la messa in sicurezza del Cecina e il rilancio dell’economia con la banda ultralarga.

Prima però il Pd deve superare le divisioni interne. Un’impresa in salita, dopo l’avvio della polemica a fine di luglio. «Sì alla moratoria. Fermiamo per sei mesi i procedimenti in corso per realizzare nuove centrali geotermiche», avevano detto i consiglieri regionali Leonardo Marras (capogruppo Pd), Simone Bezzini, Stefano Scaramelli e Stefano Baccelli. «No, quella moratoria non va fatta. Sarebbe un pessimo segnale nei confronti di investitori e player del settore», rispondevano i loro colleghe del Pd, Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni. E la geotermia spacca il partito.

L’ala senese e grossetana, col sostegno del lucchese Baccelli, vuole sospendere le procedure per le nuove centrali e fare una nuova legge sulla geotermia. Così troverebbero una sponda le paure dei comitati ambientalisti di Sos Geotermia Amiata e della Rete Nogesi che Marras ha incontrato a metà luglio. I pisani, invece, pensano l’opposto: niente moratoria, rischiamo di far scappare Enel dalla Toscana, andiamo avanti con le nuove centrali. In ballo c’è quella nuova di Piancastagnaio: la richiesta di Via è dell’anno scorso, è un impianto da 20 megawatt, crea 40 nuovi posti di lavoro e dà energia elettrica a 75mila abitanti del territorio.

Ma lo scontro nel Pd è totale. Le posizioni rimangono distanti in base alle appartenenze territoriali. E i mal di pancia della maggioranza colpiscono anche Rossi che, secondo Marras, «avrebbe già fatto l’accordo con Enel, ma prima serve una nuova legge». E l’accordo prevede il via libera a nuove centrali geotermiche, ma Enel si deve impegnare a

versare alla Regione il 10% del fatturato (60 milioni l’anno) e ad abbassare le emissioni. Ma il presidente Rossi risponde a Marras: «Io cerco solo di lavorare per chiudere bene la legislatura». Entro una settimana sapremo com’è andata a finire. –

SAMUELE BARTOLINI.

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