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Accordo con Agape: il Comune abbatte il costo dell’asilo nido

Le famiglie con un indice Isee inferiore a 35mila euro possono avere lo sconto sulla retta per bimbi da 3 a 36 mesi 

BIENTINA

Ieri è ripartita l’attività del nido d’infanzia Lo Scarabocchio, asilo nido convenzionato con il Comune di Bientina. Proprio grazie a questa convenzione, anche per questo anno scolastico 2018/2019, le famiglie con un indice Isee inferiore a 35.000 euro potranno usufruire di un abbattimento della retta per il segmento che va dai 3 ai 36 mesi (3 anni). Il nido Lo Scarabocchio è gestito dalla cooperativa sociale Agape e la domanda per il contributo di abbattimento della retta può essere fatta in qualsiasi momento.

«Il Comune di Bientina – spiega il sindaco Dario Carmassi – ha recentemente modificato l’accordo con Agape, gestore del servizio, ottenendo ottime condizioni per l’ente, pur senza arretrare di un passo nel sostegno alle famiglie. Solo nell’anno scolastico passato, infatti, abbiamo contribuito con ben 32. 000 euro all’abbattimento delle rette. Lo facciamo non solo perché lo Scarabocchio è nato nel 2001 con un project che lo lega tuttora all’amministrazione comunale, ma soprattutto perché desideriamo offrire a tutte le famiglie residenti nel nostro territorio la possibilità di usufruire di un servizio di qualità per i propri figli. Mettere risorse di bilancio in servizi a domanda individuale di questo genere è una delle caratteristiche del mio Comune e risponde ad una visione chiara: prendersi cura dei membri della propria comunità, facendo sì che nessuno rimanga escluso da un servizio importante perché non può permetterselo».

«L’educazione e la formazione, fin dalla primissima età, rappresentano opportunità di sviluppo e di crescita e concorrono a favorire la piena espressione delle competenze e delle abilità di ogni bambino e bambina – sottolinea la vicesindaca e assessore alle Politiche dell’infanzia, Barbara Frosini – Ovvero, aiutano i più piccoli a diventare grandi e a farlo nel migliore dei modi, cioè al massimo delle loro potenzialità. Ma non solo. La scelta di sostenere luoghi di cura e di benessere, come il nido d’infanzia, si configura anche come volontà politica atta ad offrire un aiuto concreto alle famiglie per la conciliazione tra i propri tempi di vita con quelli lavorativi. In questo modo è il territorio a diventare protagonista e artefice della propria crescita sociale e civile; anzi è proprio là dove i processi di apprendimento sono circolari, includendo famiglie e servizi, che avviene il cambiamento, la vera crescita. Infatti, un paese non è solo il luogo geografico, fisico in cui accadono

fatti e cose è, soprattutto, una comunità che offre occasioni di maturazione, di cambiamento, di interazione e di scambio relazionale. Elementi che aumentano i fattori protettivi di un paese e migliorano la qualità della vita di tutti». –

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