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la protesta di un lettore 

«Case di riposo care ecco perché si preferisce affidarsi alle badanti»

CRESPINAUn lettore di Crespina, Franco Falchi, abitante in via Siberia, ha scritto al “Tirreno” dopo aver letto l’articolo riguardante il polo socio-sanitario di Ponsacco di cui è stata assegnata la...

CRESPINA

Un lettore di Crespina, Franco Falchi, abitante in via Siberia, ha scritto al “Tirreno” dopo aver letto l’articolo riguardante il polo socio-sanitario di Ponsacco di cui è stata assegnata la progettazione.

«Nell’articolo – nota Falchi – si dice che è cambiata la destinazione d’uso del polo, da casa di riposo a piccolo pronto soccorso, perché le abitudini delle famiglie sono mutate e viene preferito l’aiuto di una badante rispetto alla casa di riposo. Io penso che in qualche caso peserà anche la nostalgia del familiare che non vuole lasciare la sua casa, ma in numerosi altri la scelta di non ricorrere alla casa di riposo è dettata dal fatto che per soggiornare in tali strutture occorrono circa tremila euro al mese. Le cifre variano di poco da una struttura all’altra».

«Come esempio – sottolinea Falchi – posso portare il mio caso: ho un fratello di 68 anni, disabile, celibe e con una pensione di 750 euro al mese, più 500 euro come quota di accompagnamento, il tutto per un totale di 1. 250 euro mensili. Per poterlo far soggiornare in una casa di riposo sarebbe necessaria anche la mia pensione e quella di mia moglie».

«Oltre a questo – prosegue il nostro lettore – nel caso in cui venga domandato un sostegno, alla famiglia viene richiesto l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), cosa che potrei condividere se l’Isee riguardasse soltanto il reddito del nucleo familiare, invece viene richiesto quanto ogni componente della famiglia ha risparmiato nell’arco della vita. Dalla raccolta dei vari dati viene calcolato un valore relativo al disabile. Quando un giorno il disabile cesserà di vivere, alla famiglia non verrà riconosciuto nessun valore come per intendersi

la pensione di reversibilità tra moglie e marito».

«Quindi – conclude Falchi con una certa amarezza – se deduce che quanto si deve pagare, paga tutta la famiglia. Quando invece si deve prendere, prende soltanto lo Stato». –

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