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Le parole di "Dune Mosse" per l’addio al musicista Baldanzi - Video

I compagni della BlueSugar, band di cui faceva parte, hanno salutato il musicista con una delle sue canzoni preferite

Casciana Terme, una canzone di Zucchero per salutare Alessandro In tantissimi hanno dato l'ultimo saluto ad Alessandro Baldanzi, il musicista di 49 anni ucciso da un malore. I compagni della BlueSugar lo hanno salutato con una delle sue canzoni preferite
CASCIANA TERME. La musica e le dolcissime parole di “Dune Mosse” di Zucchero per salutare l’ultima volta Alessandro Baldanzi, 48 anni, strappato troppo presto alla vita. La musica aveva un significato speciale per “Baldo”, come lo chiamavano gli amici. I componenti della tribute band di Zucchero, della quale Alessandro era con orgoglio il batterista, hanno voluto salutarlo abbracciandosi forte, forte per immaginare l’amico che suona tra gli angeli. 
 
È difficile – ha ricordato don Luca Carloni all’omelia della messa funebre – dare risposte alle tante domande che nascono quando una persona scompare prematuramente. Non resta che la fede: «Solo con la fede si può colmare il vuoto e lenire il dolore». Il sacerdote, cercando di trovare le parole giuste in un momento tanto difficile per la moglie, i figli, i genitori e tutti i parenti di Alessandro, è tornato indietro con la memoria. Agli anni in cui anche lui, prima di entrare in seminario, aveva suonato la batteria, e si è augurato che Alessandro, anche in cielo, abbia trovato chi insieme a lui possa portare avanti la stessa passione. Tanti i ricordi legati al batterista, quelli della vita in famiglia, della sua attività musicale ma anche dell’impegno al fianco degli altri come volontario della Croce Rossa. 
 

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I compagni della BlueSugar, la tribute band di Zucchero, hanno voluto salutare Alessandro con una delle canzoni da lui preferite. Gli abiti di scena e le sue bacchette per batteria lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio. 
 
Ma prima che il feretro lasciasse la chiesa e piazza Garibaldi a Casciana Terme, i musicisti con i quali aveva suonato tante volte, in giro per le piazze, i teatri e i locali hanno voluto che venisse suonata (da due altoparlanti posizionati vicino alla chiesa) “Dune Mosse” di Zucchero. 
 
Impossibile trattenere le lacrime anche per chi Alessandro lo aveva visto in poche occasioni e però conosce la sua numerosa famiglia. E proprio quest’ultima, pur nel dolore del distacco, ha autorizzato l’espianto delle cornee. Un ultimo gesto di amore e generosità con cui aiutare altre persone. 
 
Baldanzi è morto nella notte tra venerdì e sabato dopo che era stato a cena fuori con gli amici e la famiglia. Quando è tornato a casa, alla Capannina di Lari, ha cominciato a stare male. Un forte dolore al torace lo aveva convinto a farsi chiamare il 118 per andare all’ospedale Lotti per un controllo. È stato l’inizio di una notte di calvario che si è conclusa con la morte del musicista che era molto conosciuto in Valdera. 
 
La Croce Rossa, in memoria del tempo donato da Alessandro, ha salutato il feretro con i mezzi schierati quando il corteo funebre ha raggiunto la curva vicino al cimitero. Poi, prima della sepoltura, un ultimo, lungo applauso, proprio come quando Alessandro suonava. 

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