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interrogatorio di garanzia 

L’aggressore non si pente e rimane in carcere

Il gip convalida il fermo di polizia giudiziaria, al momento l’accusa resta quella di lesioni gravissime ai danni dell’anziano

Lucca

Nessun pentimento, niente scuse o richiesta di perdono per la brutale aggressione al settantaduenne Antonio Rossi, padre del titolare dell’autonoleggio “Rossi Rent” a Santa Croce sull’Arno. Nikholas Berardi, 22 anni, di Pieve a Nievole, che viveva con il padre in un albergo ad Altopascio dopo che il genitore era stato raggiunto da un divieto di dimora nella provincia di Pistoia, ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri, minimizzando l’accaduto e ritenendosi vittima di un’ingiustizia. Tanto che, al termine dell’udienza di convalida nel carcere di San Giorgio, il giudice ha confermato il provvedimento inviando gli atti alla procura di Pisa per competenza territoriale. In base alle carte in suo possesso non se l’è sentita di trasformare l’imputazione originaria di lesioni gravissime in tentato omicidio. La modifica del capo d’imputazione spetterà, se ci saranno i presupposti, ai magistrati pisani.

LE CONDIZIONI DI ROSSI

Di certo c’è che Antonio Rossi, 72 anni, si trova ricoverato in gravissime condizioni. Il referto medico parla di lesioni craniche encefaliche con ematoma sottodurale e rischio, una volta uscito dal coma farmacologico, di danni permanenti di naturale neurologica. In buona sostanza potrebbero esserci seri problemi di funzionalità motoria. L’anziano, che è affidato alle cure dei medici dell’ospedale di Careggi a Firenze, è stato centrato in pieno volto da un cazzotto a mano chiusa sferrato al termine di una breve rincorsa dal giovane aggressore tornato sui suoi passi come in preda ad un raptus. Rossi sarebbe caduto senza difesa. Battendo la nuca prima contro lo spigolo di un bancone e poi sul pavimento. Perdeva sangue dalla testa e dalla bocca l’anziano e, stando al racconto fornito dagli inquirenti al giudice, Berardi invece di cercare di aiutarlo si è scagliato contro un impiegato salvatosi a stento dalla furia del giovane per essersi riparato prima dietro ad un bancone per poi fuggire da un’uscita laterale e dare l’allarme ai carabinieri all’interno di una lavanderia vicina.

L’AUTO A NOLO

Il dramma trae origine dal noleggio di una Panda. Che il giovane di Altopascio avrebbe dovuto restituire a serbatoio pieno. Da lì era nato un acceso diverbio e quando Berardi, accompagnato dal genitore, aveva chiesto un’auto a nolo di cilindrata superiore si era sentito rispondere dal titolare che era necessario versare una cauzione di ottocento euro in contanti o tramite carta di credito. A quel punto ha finto di allontanarsi per tornare di corsa verso Rossi e centrarlo con un destro al volto. Tra l’altro Berardi non si è subito costituito ai carabinieri. Ma con l’auto a nolo,

monitorata dalle forze dell’ordine attraverso il cellulare del giovane, si è diretto verso Prato e Firenze. E soltanto molto più tardi, tornando ad Altopascio, è stato bloccato dai carabinieri. —

LUCA TRONCHETTI

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