Quotidiani locali

le reazioni politiche 

Il Pd chiede i numeri al prefetto «Quanti migranti ci sono?»

Secondo i democratici, i Comuni devono fare tutti la loro parte Intanto Liberi e Uguali attacca il gestore della Tinaia: doveva rispettare le normative igieniche

CASCINA

«Da un lato c’è il Governo chepredica la redistribuzione dei migranti e chiede all’Europa una condivisione collettiva del fenomeno. Dall’altro c’la sindaca di Cascina che va, invece, in senso opposto e vuole che la questione riguardi solo gli altri Comuni ma non il suo».

Lo affermano in una nota congiunta i tre consiglieri regionali del Pd, Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni e il segretario provinciale pisano, Massimiliano Sonetti. «Sia chiaro – proseguono –: o il principio di condivisione vale per tutti o non vale per nessuno». Cascina non è l’unico comune della provincia a non volere migranti. Anche Santa Maria a Monte, per esempio. La stessa Lajatico evita gruppi numerosi. «Non possono esserci sindaci che se ne lavano le mani, pensando di lucrare consenso elettorale, e altri invece su cui viene scaricata la gestione di un fenomeno complesso. Chiederemo immediatamente un incontro al prefetto di Pisa per avere risposte a tre domande precise: quanti sono i migranti nella nostra Provincia? Come sono distribuiti? Tutti i Comuni rispettano le quote stabilite dall’Anci? » , ribadiscono gli esponenti del Pd sposando il modello dell’accoglienza diffusa.

Ci sono degli accordi, ricordano al prefetto, e «il rappresentante del Governo sul territorio ha il dovere di farli rispettare così come, giustamente, ha fatto chiudere il centro di Cascina per le gravissime carenze igienico sanitarie che si erano palesate». Tutti facciano la propria parte, chiede il Pd. Lo dicono anche Lucia Ciampi, Stefano Ceccanti e Susanna Cenni, deputati Pd, commentando la notizia della chiusura del centro di accoglienza migranti de La Tinaia a Cascina.

LeU attacca il gestore Cesare Merciai. «Sia chiaro: noi siamo per l’accoglienza secondo le regole. Anche se riteniamo che il modello migliore sia quella di tipo diffuso, sapevamo che La Tinaia rappresentava un presidio di solidarietà». Controlli e chiusura vanno bene ma quello che dice la sindaca leghista no. «Chi, come la sindaca, si vanta di aver vinto una sua battaglia, crea maggior imbarazzo all’intelligenza media dei cittadini: se il gestore avesse rispettato le normative igieniche e il numero di persone massimo consentite, La Tinaia avrebbe continuato ad ospitare richiedenti asilo ancora per lungo tempo». LeU ritiene inutili le denunce fatte

finora da Ceccardi. «La Tinaia è stata oggetto di ridimensionamenti? Mai, anzi il numero degli ospiti aumentava. Ci auguriamo – conclude LeU – che al gestore vengano revocate tutte le autorizzazioni per gli altri centri di accoglienza». –

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

TrovaRistorante

a Pontedera Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro