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Mobilitazione per salvare l’ex circolo Primo maggio

Per tanti anni il suo ristorante è stato apprezzato per la cucina paesana e sana Grande preoccupazione intorno alla struttura e possibile cambio di gestione  

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«Stiamo facendo tutto il possibile per dare a questa struttura una continuità». Sono queste le parole che Roberto Serafini, presidente dell’associazione Garibaldi legata all’ex circolo Primo maggio, dice in merito al futuro della struttura. Con un cambio di gestione nell’aria da qualche tempo, a esprimere preoccupazione per il destino di un pezzo di storia dell’associazionismo e della socialità in Valdera e provincia è un gruppo di appassionati frequentatori dello spazio, che in una lettera lanciano l’allarme.

«Per decine di anni abbiamo avuto il piacere di frequentare il ristorante del circolo Primo maggio di Buti durante le stagioni estive – si legge nella lettera – Oltre per le pietanze di buona e sana cucina paesana, si apprezzava il luogo ricco di proposte piacevoli per affrontare la calura estiva: tavoli e panche sotto gli olivi, giochi da tavolo, campo di bocce, giochi per i piccoli e la tradizionale tombola che dava una piacevole sensazione di familiarità. Ogni nuovo cliente o amico che veniva iniziato a questa esperienza rimaneva sempre colpito favorevolmente. Da alcuni anni però abbiamo notato cambiamenti nella gestione a causa, sembra, di problemi pregressi che hanno portato la struttura intera del circolo in gravissima difficoltà. Così da alcuni anni abbiamo visto cambiare la conduzione del ristorante e, specialmente negli ultimi due, il locale stava riprendendo le originarie apprezzabili caratteristiche».

Fra i firmatari della lettera, in prevalenza persone non originarie di Buti: Paolo Bacciottini, Rosella Giusti, Francesca Cerù, Francesco Perna, Simonetta Orsini, il consigliere comunale già candidato sindaco alle elezioni di Pisa per il Pd Andrea Serfogli, Lucia Viegi, Antonio Del Lupo, Gian Nicola Bacci, Clara Ugolini. La preoccupazione più grande è che con la fine dell’ultima gestione, con il ristorante finisca anche l’esperienza associativa legata all’enorme struttura, nata alla fine degli anni Sessanta nell’allora rossissima provincia di Pisa.

«La signora che ha gestito il ristorante ci ha messo energie e passione – continuano gli estensori della lettera – Siamo ritornati pochi giorni fa e l’aria che si respirava non era più la solita: niente voci di bambini che si divertivano, niente anziani a giocare a bocce, niente tombola, solo il ristorante funzionava bene come al solito. Al momento di salutare, abbiamo saputo con nostro grande dispiacere che a fine settembre il ristorante chiuderà». Parole che corrono in parallelo a quelle del presidente dell’associazione proprietaria dell’immobile, impegnata in questi mesi in riunioni con i soci e trattative atte a strutturare una nuova gestione del ristorante. Interlocuzioni che starebbero coinvolgendo alcune realtà associative e cooperative della Valdera.

«Un luogo simbolo come quello merita di essere riportato ai fasti di un tempo – dice Serafini – Da mesi abbiamo iniziato un percorso che ha visto i soci coinvolti

in assemblee e incontri. Lo facciamo nell’interesse del consiglio e della storia di quella struttura, che cercheremo anche di portare maggiormente anche alla sua originaria vocazione sociale. Chiunque, tesserato, volesse dare un mano è ben accetto». —

NILO DI MODICA

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