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Altre pecore sbranate dai lupi, nuovo allarme tra gli allevatori

Continuano in Valdera gli attacchi alle greggi che spesso sono opera di esemplari ibridi. L’ultimo episodio è avvenuto a Sant’Ermo ed è stato denunciato ai carabinieri

CASCIANA TERME. La paura degli assalti dei lupi è costante per gli allevatori delle zone di Casciana Terme, Orciano Pisano, Lajatico e Santa Luce. Le aggressioni dei lupi (o, peggio ancora, di esemplari ibridi) alle greggi sono continui nel tempo. 
 
Nei giorni scorsi anche un allevatore di Sant’Ermo ha dovuto fare i conti con uno di questi episodi: quattro pecore sono state trovate morte durante la notte, sbranate da animali selvatici, lupi o ibridi, che stanno diffondendosi sempre di più anche sulle colline dell’Alta Valdera.
L’allevatore si è rivolto ai carabinieri per presentare una denuncia che serve anche per censire il problema. I danni ci sono e al mattino agli allevatori spesso non resta che contare le pecore uccise e smaltire le carcasse degli animali. 
 
Si tratta di un problema con cui anche gli enti locali dovranno cominciare a fare i conti. Dopo i danni alle colture causati dai cinghiali, ora ci sono pure quelli provocati dai lupi agli allevamenti. 
 
«In questi anni – dice Francesco Ciarrocchi, direttore di Coldiretti Pisa Livorno, in merito agli attacchi subiti dalle greggi in provincia di Pisa – il fenomeno degli assalti è aumentato in maniera verticale ed è senza controllo. Non è più confinato a certe aree, montane e marginali, ma è sempre più frequente. I più grandi nemici dell’agricoltura si chiamano ibridi e cinghiali. È purtroppo il risultato dell’inattività ed incapacità della Regione Toscana di intervenire e di invertire una rotta che sta diventando pericolosa anche dal punto di vista della sicurezza. Basta vedere come si sono comportati con l’Isola d’Elba lasciando, di fatto, l’isola in balìa dei cinghiali». 
 
«Le promesse di intervenire sugli ibridi annunciate con grande enfasi sono state disattese – afferma Ciarrocchi – La strada è quella di tutelare e proteggere il lupo in purezza ed intervenire con la cattura degli ibridi che sono incroci tra lupi e cani. Sono passati quattro anni dalla promessa della Regione Toscana e questo è il risultato. Le nostre aziende sono depredate ogni giorno da branchi e canidi. La politica delle parole non serve a nessuno, tanto meno agli agricoltori che sono persone che vivono di concretezza». 
 
In Regione gli incontri per cercare una soluzione alle stragi causate da lupi e ibridi si susseguono anche con la partecipazione dei sindaci dei territori che sono colpiti dal problema. 
 
Ma non è semplice assumere
decisioni quando si parla di iniziative per contenere il numero di questi animali. 
Quando si parla dell’ipotesi di abbattimenti, come accaduto anche di recente, il rischio è di creare reazioni da parte di quanti, invece, si battono per la tutela degli animali. 

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