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casciana terme 

Osservato speciale il ponte lungo la via del Commercio: cede il marciapiede

I cittadini protestano anche perché le spallette sono basse e ricordano quando un anziano vi perse la vita cadendo

CASCIANA TERME

È passato quasi un anno da quando un pensionato di 77 anni morì dopo aver avuto un malore ed essere caduto dal ponte che si trova vicino al cimitero di Casciana Terme lungo la strada che porta a Chianni: la via Montevaso. Le spallette del ponte sono vecchie e malandate: il cemento presenta i segni di numerosi cedimenti dovuti allo scorrere inesorabile del tempo e alla mancanza di interventi di manutenzione lungo la strada provinciale.

Le polemiche dopo la morte del pensionato – allora era stato impossibile non notare che le spallette sono troppo basse – sono già state dimenticate.

Nessuno ha mosso un dito per verificare se il ponte è in sicurezza e nel frattempo il marciapiede lungo la vicina via del Commercio Nord sta cedendo sempre di più.

I cittadini, che già un anno fa, aveva segnalato questa situazione di degrado lo hanno fatto nuovamente ieri, dopo avere letto sul “Tirreno” la notizia di un’altra situazione che andrebbe monitorata e riguarda la stabilità di un cavalcavia lungo la superstrada vicino a Gello di Pontedera.

Se lì ci sono un giunto e l’asfalto che cedono, a Casciana Terme sta sprofondando il marciapiede di collegamento al ponticello. Niente di paragonabile con la tragedia di Genova – anche soltanto il contesto è notevolmente diverso – ma tante situazioni di incuria sono sotto gli occhi dei cittadini e, dopo una tragedia come quella di ieri, diventano autentici campanelli di allarme, purtroppo sottovalutati.

Già un anno fa la morte dell’anziano aveva suscitato le proteste di quei cittadini di Casciana Terme che da tempo chiedono maggiore attenzione per la sicurezza delle strade.

Il ponte che porta dal paese al cimitero fa venire le vertigini ai pensionati che ci passano a piedi.

«E ora che il marciapiede è sconnesso, oltre che molto ridotto, la fa ancora di più», spiegarono alcuni cittadini.

Il ponte è alto, ma le spallette che sono state messe a protezione di questo tratto di strada sono basse e, secondo alcuni cittadini, molto insicure. Per questo ci sono stati anche un paio di incidenti con persone che sono finite giù dopo che erano cadute dalla bici.

Le richieste al Comune e alla Provincia di attivarsi per cercare di risolvere il problema il prima possibile, a quanto pare, sono cadute nel vuoto. Se dopo un anno la situazione è rimasta tale e quale. Anzi, il marciapiede sta cedendo sempre di più.

Ma questo non è un caso isolato. L’atteggiamento delle amministrazioni verso strade e infrastrutture in genere è quello di rinviare il problema. Lo dimostra come è stato gestito il problema dei ponti che attraversano l’Arno dopo che c’era stato l’allarme per quello a Caprona tra Cascina e Vicopisano. Una struttura dimenticata per anni e che per un periodo è stata chiusa per evitare di mettere a rischio la circolazione. Stesso atteggiamento per il ponte sullo Scolmatore dell’Arno a Lavoria e per quello che collega Cascina con Lugnano di Vicopisano (dove sono state attivate restrizioni al traffico per peso e larghezza).

Dovrebbe essere osservato speciale anche il ponte della Botte a San Giovanni alla Vena,

ma i controlli non ci sono.

Impossibile, infine, dimenticare cosa successe a Cascine di Buti con il ponte (che poi è stato ricostruito) chiuso da un giorno all’altro perché era a rischio crollo. –

S. C.

Altri servizi alle pag. 8 e 9



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