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spaccio nei boschi 

Scoperti con la droga sferrano calci e pugni contro i carabinieri

Arrestato un tunisino di 25 anni, il minore che era con lui è stato portato in un centro di accoglienza temporanea

MONTESCUDAIO

Vivono accampati nel bosco tra Montescudaio e Guardistallo. Si portano le tende e i viveri e, probabilmente, fanno anche i turni per assicurare la vendita di sostanze stupefacenti ai clienti che sanno dove andare per rifornirsi.

Nella mattinata di venerdì, a Montescudaio, i militari di Guardistallo hanno tratto in arresto un 25enne tunisino accusato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

I militari, stando a quanto è stato spiegato, hanno trovato lo straniero, in compagnia di un connazionale minorenne che non ha ancora 18 anni, nel bosco dove di solito bivaccano gli spacciatori.

Perquisiti d’iniziativa dai militari, i due sono stati sorpresi in possesso di tre coltelli, un bilancino di precisione, 50 euro in banconote di diverso taglio e 3 grammi di hashish. Nel corso dell’attività, i due stranieri – un marocchino e un tunisino – hanno tentato di eludere il controllo, sferrando calci e pugni all’indirizzo dei carabinieri che erano lì per controllarli. L’arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo che si è svolto ieri mattina.

Invece il minorenne è stato affidato in maniera temporanea a un centro di accoglienza per minori e poi liberato.

Quella dello spaccio nel bosco è una tendenza che si è consolidata in ogni parte della provincia di Pisa. Dopo che gli spacciatori si erano insediati nella pineta di Migliarino, piano piano, lo stesso modo di organizzare la vendita di sostanze vietate è stato “esportato” anche nelle zone di campagna, sulle colline, sia a Pisa che Livorno.

In Valdera, per esempio, così come succede a Migliarino, gli spacciatori nascondono la droga anche lungo i binari costringendo i treni a rallentare quando arrivano nel tratto tra la Rotta e Pontedera. Lo spaccio nei boschi lungo della ferrovia c’è anche nella zona del Cuoio.

Per non parlare di quello che succede lungo la Valdinievole e a Montefalcone, oppure nella zona di Treggiaia tra Pontedera e Palaia.

In Valdicecina i ragazzi del bosco invece si sono insediati vicino a Montescudaio. Il fenomeno è noto alle forze dell’ordine che periodicamente organizzano controlli nel bosco.

Ma gli spacciatori sono abili a muoversi nel bosco, a nascondere le sostanze vietate sotto terra, a fuggire tra i rovi e nascondersi nella vegetazione. Tant’è che l’altro giorno, quando i militari della compagnia di Volterra hanno organizzato il servizio,

hanno poi chiesto un intervento dell’Unità cinofila di San Rossore per effettuare un’accurata perquisizione dell’area con l’aiuto di un cane antidroga, per capire se lo stupefacente era stato nascosto sotto terra. –

S. C.

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