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Caccia serrata ai tre banditi dopo la rapina al padre di Rossi

Il novantenne che ha reagito ai malviventi si è ripreso dalla brutta avventura E con amara ironia dice: «Se non avessi avuto forza, avreste trovato due morti» 

VICOPISANO

La porta di casa di Angiolo Rossi, il padre novantenne del governatore della Toscana, Enrico, è stata quasi sempre aperta ieri. Tanti gli amici e i conoscenti che sono stati a fare visita all’anziano e alla sua compagna, Arduina Brogi, 82 anni, che tutti nella zona conoscono come Graziana.

«Sto bene, sto bene», dice il padre di Rossi, seduto al tavolo della cucina. Il braccio sinistro ancora fasciato, quello dove aveva l’orologio che i rapinatori hanno cercato di sfilargli. Perché lui, nonostante gli acciacchi dell’età, ha trovato la forza di reagire, ha sferrato un calcio a uno dei rapinatori e si è messo a urlare.

«Se non avessi avuto forza, avreste trovato due morti», aggiunge con amarezza mista a ironia. «Via su, avete già scritto tutto quello che c’era da scrivere, ora noi vogliamo stare un po’tranquilli».

Ieri mattina nell’abitazione dove giovedì sera è avvenuta la rapina, tra Cascine di Buti e il comune di Vicopisano, sono tornati i carabinieri di San Giovanni alla Vena e del comando provinciale di Pisa. Un modo per far sentire la vicinanza dell’Arma ai due pensionati e, al tempo stesso, per mettere meglio a fuoco alcune situazioni emerse dopo la rapina che ha fruttato ai tre malviventi cinquemila euro e tre anelli d’oro che sono stati letteralmente strappati dalle dita della pensionata.

«Erano tutti e tre incappucciati, mi è preso un colpo al cuore», si lascia sfuggire Arduina. Il vero incubo dei due anziani è stato uno solo: che i tre banditi, con accento dell’Est Europa, potessero ammazzarli di botte.

«Ma quando hanno visto i cinquemila euro si sono calmati – ha raccontato il 90enne ai carabinieri – questi soldi alla fine ci hanno salvato la vita».

La notizia della rapina a casa del padre di Rossi ha avuto reazioni nel mondo politico, chiaramente legate alle polemiche sulla normativa della legittima difesa. Un fatto grave, quello di Vicopisano. Che riapre il dibattito sulla sicurezza in provincia e sulla mancanza di un numero adeguato di poliziotti e carabinieri.

Sulla vicenda è intervenuta anche Marrica Giobbi, consigliere comunale della Lega a Vicopisano: «Ai due anziani, che hanno il diritto di vivere in quella serenità persa per sempre anche a causa di un’esasperante presenza di risorse blandite dall’accoglienza buonista di sinistra, che a lungo ha dettato le proprie direttive in tutta la Toscana e di cui giorno per giorno registriamo le conseguenze, va la mia solidarietà. Telecamere comunali alle “Risaie” (la zona dove abita Rossi, ndr) non esistono, né agli amministratori è mai venuto in mente di metterle. D’altronde in tutto il comune, nonostante le sparate della giunta, siamo ai primordi. Non funzionano ancora quelle posizionate qualche anno fa, ad esempio quella in piazza Cavalca, al polo scolastico di San Giovanni, all’incrocio tra la Vicarese e viale Diaz e quella che si trova ai giardinetti di San Giovanni, non perché ci sia stata l’esplosione al Chiesino del Castellare, come amano dichiarare a mo’ di scusa, ma perché i collegamenti erano saltati anni prima e nessuno aveva fatto niente. C’è voluto un anno – prosegue Giobbi – per far funzionare le due telecamere al semaforo di Lugnano e quella alla rotonda di Caprona. Sulla sicurezza siamo indietro anni luce, tutti lo sanno, la gente si sente molto trascurata ed è stanca delle chiacchiere, degli

spot che non trovano riscontro, delle dichiarazioni d’intenti. Basti pensare che nostri amministratori, anche a chi è vittima di furti, parlano di “percezione d’insicurezza”, una definizione sinistra e surreale, che offende la coscienza della gente comune». –

S. C.

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