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Lite con la compagna: via la pistola al capo dei vigili urbani

L’episodio nella notte a Pisa con l’intervento di due volanti della polizia di Stato. Il questore ha chiesto alla sindaca di togliere l’arma di servizio a Migliorini

CASCINA. Litiga con la compagna, che va sotto casa sua, nel cuore di Pisa, e urla in piena notte sotto le finestre delle abitazioni. Arrivano due volanti della polizia di Stato e il giorno dopo il questore Paolo Rossi chiede informalmente alla sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, di ritirare l’arma di servizio al comandante della polizia municipale. Successivamente le invia anche una relazione su quanto le pattuglie intervenute hanno ricostruito parlando con la compagna del comandante dei vigili urbani di Cascina, Paolo Migliorini.

Sì, perché al centro di questa vicenda, destinata ad aprire una serie di conseguenze, c’è il comandante dei vigili che pure si difende, respinge ogni contestazione e invita la polizia a recuperare le immagini riprese dalla telecamera all’ingresso di casa sua.

Quella di ieri è stata una giornata particolarmente complessa per la prima cittadina di Cascina e per il comandante. La mattina la questura ha informato la sindaca di quanto accaduto durante la notte e le ha anticipato che nel pomeriggio avrebbe ricevuto il provvedimento formale, che fino alle 18 di ieri era stato inviato al Comune solo per posta elettronica e non notificato.

«Sono stata informata del litigio avvenuto nella notte tra Migliorini e la sua compagna – conferma la sindaca che ieri peraltro era a Roma dal ministro Salvini – Ho chiamato il comandante anticipandogli che sarei stata costretta a togliergli l’arma e lui ha reagito tranquillamente dicendomi dove si trova la pistola di servizio e come avrei fatto per metterla al sicuro. Poco dopo, però, mi ha chiamato anche la sua compagna dicendo che i fatti non sono andati come risulta alla polizia, che lei non ha presentato una denuncia e che si trova regolarmente al lavoro a Castagneto Carducci come ogni giorno. Sto cercando di capire cosa devo fare».

Il comandante della municipale, che Il Tirreno ha contattato, ha confermato di essere stato messo al corrente del provvedimento che lo riguarda dalla sindaca. Nella relazione della questura si parla del lancio di un telefono e delle ferite riportate dalla compagna, riferendo di un dito fratturato e di una ferita al naso.

«Non ho timore a dirvi come sono andati i fatti – spiega Migliorini al Tirreno – Ieri sera (mercoledì per chi legge, ndr) sono stato a cena con la mia compagna, era arrabbiata con me e ha cominciato a gridare. Alla fine, visto che era alterata, l’ho accompagnata a casa sua. Da quanto ho capito poi deve essere uscita e deve avere continuato a bere, visto che già durante la cena era abbastanza alterata. Alle 2.30, tornata sotto casa mia, ha tirato giù cartelli stradali, ha cominciato a urlare, ma io non sono uscito. Poco dopo sono arrivate le volanti della polizia. Non so cosa possa avere raccontato, le telecamere potranno dimostrare cosa è accaduto. Ora sostengono che ci sia stata una colluttazione con il lancio di un telefono e quindi

la questura ha dato incarico alla sindaca di togliermi la pistola in via cautelare. So che la mia compagna è rimasta sorpresa da quello che sta succedendo. Anch’io sono amareggiato. Spero che tutto potrà chiarirsi quanto prima. Ho parlato con la sindaca. A quanto ne so, non ci sono denunce».

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