Quotidiani locali

Da Cevoli alla conquista del titolo italiano di flipper

Pablo Iacoponi ha conquistato il campionato nazionale del gioco meccanico da bar più amato dai giovani negli anni Sessanta e Settanta

CEVOLI. In un vecchio film con Sylvester Stallone, “Cop Land”, uno dei personaggi, Gary “Figgsy” Figgis, aveva una visione tutta particolare della vita: «Il mondo si divide in due categorie. I tipi da flipper e i tipi da videogame». A Villorba, nel trevigiano, alla Qlash House di Luca Pagano, si sono radunati proprio i “tipi da flipper”, gli appassionati di quel gioco che, negli anni Sessanta e Settanta, monopolizzava la vita nei bar e locali di tutta Italia. E uno dei campioni è di casa nostra.

Per l’occasione, si è disputato il campionato Italiano di flipper sportivo, al quale hanno partecipato una sessantina di giocatori provenienti da tutta la penisola, ma non solo. Svizzera, Slovenia, Austria, Francia, Inghilterra e, addirittura, Stati Uniti e Australia: tutti davanti a quel piano inclinato per frullare le palette e lanciare il più lontano possibile la piccola biglia d’acciaio. Parallelamente a questa competizione, però, è andato in scena anche il torneo per assegnare il titolo italiano “flipper classici”. Per intendersi, quelli meccanici che si trovavano nei circoli di paese cinquant’anni fa. Ed è qui che entra in ballo in modo trionfale, Pablo Iacoponi, cevolese doc. Un vero “tipo da flipper” che ha iniziato a tirare il pistone a molla da piccolo: «Quando i miei genitori mi davano i soldi per il gelato, andavo al bar sotto casa, li scambiavo in gettoni e giocavo». Dopo qualche anno, però, Pablo ha abbandonato il flipper per poi tornare al grande amore. «Un giorno, ascoltando il telegiornale - continua - ho sentito parlare dei tornei, e mi sono immediatamente iscritto».

Ormai da quasi una decina d’anni, Pablo non manca mai all’appuntamento. E a Villorba, si è classificato come primo, davanti al romano Gabriele Tedeschi e al numero uno del ranking britannico, Rick Mallett. «Nel corso degli anni - spiega - la partecipazione è molto

aumentata, con persone che arrivano anche dall’estero per questi tornei». Una grande passione, che è diventata parte della vita quotidiana. Tanto da crearsi una vera e propria sala giochi domestica. «A casa - conclude - ho sei flipper, più altri due che al momento devo ancora restaurare».

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