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Investì e uccise un ciclista: condannato

Un anno di reclusione per omicidio stradale per un ventunenne di Certaldo. Vittima un turista danese

PONTEGINORI. È stato condannato a un anno di reclusione, con la pena sospesa, per aver investito e ucciso un cicloturista danese di 71 anni, Verner Danvogg, in vacanza a Pomarance con la moglie. Questa la sentenza per omicidio stradale pronunciata ieri dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pisa, Giuseppe Laghezza, nei confronti del ventunenne di Certaldo Niccolò Brunetti, difeso dagli avvocati Alberto Cristofani ed Elisa Chiocchi, che avevano scelto il rito abbreviato.

Il giovane – che è nato a Certaldo, ma vive a Firenze – verso le 8 di lunedì 18 luglio 2016 stava tornando al lavoro dopo un fine settimana trascorso insieme alla famiglia al mare, quando in prossimità di un tornante sulla via Volterrana ha centrato la bicicletta del turista danese, finito sul ciglio della strada e morto sul colpo.

Il giovane, prima dell’impatto a seguito del quale è finito nei campi, con la sua Fiat 500 aveva sorpassato due auto, oltrepassando la linea di mezzeria e rientrando nella corsia di marcia per evitare un Suv che sopraggiungeva in direzione opposta. Una manovra che però è stata giudicata ininfluente dal gup, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Giovanni Porpora, non applicando l’aggravante.

In aula, ieri mattina, si è discusso a lungo sulla dinamica dell’incidente. Oltre alla perizia redatta dal perito tecnico di ufficio – l’ingegner Claudio Ciccarelli in ausilio al consulente tecnico Davide Defmoide – era stata depositata agli atti anche la relazione del consulente tecnico di parte, per l’imputato, l’ingegner Filippo Begani. Gli avvocati di parte civile erano invece Francesco Pinto, Alessandra Pinto e Luigi Farina.

Brunetti, all’epoca dei fatti, aveva 19 anni. Lo scontro è avvenuto nel comune di Montecatini Val di Cecina, sulla strada 68. L’avvocato del giovane, Alberto Cristofani, ha ipotizzato una corresponsabilità sull’incidente da parte dell’ente gestore dell’infrastruttura, giudicata pericolosa in particolar modo in prossimità del tornante verso sinistra, in direzione Saline di Volterra, dove è avvenuto l’impatto mortale. Il conducente, sottoposto a tutti gli esami dai carabinieri intervenuti per i rilievi, era perfettamente in grado di guidare. I militari, nell’occasione, avevano anche ascoltato uno degli automobilisti superati dal giovane, un lavoratore di una ditta di Castellina in Chianti.

Secondo quanto emerso

in aula dai legali dell’imputato Danvogg, mentre pedalava, non si sarebbe trovato perfettamente a destra, vicino al ciglio della strada. Circostanza che avrebbe impedito a Brunetti di vederlo per tempo, per evitare l’incidente.

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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