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Tre giornate dedicate alla donazione del sangue a Pontedera

L'appello del primario Fabrizio Niglio: "Invito chiunque a venire al centro trasfusionale al Lotti"

PONTEDERA. Si va verso la tempesta perfetta. Purtroppo, però, per il centro trasfusionale di Pontedera, sembra non essere solamente cinematografica, come fu per George Clooney nella famosa pellicola di quasi 20 anni fa. A lanciare l’allarme è il dottor Fabrizio Niglio, primario. «Ormai da qualche settimana – spiega – a Pontedera mancano più di un centinaio di unità di sangue rispetto all’anno scorso».

Il centro trasfusionale dell'ospedale...
Il centro trasfusionale dell'ospedale Lotti

A questa carenza, di per sé negativa, si aggiunge il fatto che, per le donazioni, inizia il periodo più difficile di tutto l’anno. «Siamo vicini all’estate e alle ferie – continua Niglio – e l’affluenza al centro trasfusionale è destinata a diminuire». Vista l’importanza del messaggio, essere ripetitivi non è mai troppo. «Probabilmente risulteremo noiosi – sorride il primario – ma c’è grande bisogno di sangue e donatori». Uno stimolo in più può arrivare proprio oggi, 14 giugno: in questa data, ormai da anni, si festeggia la Giornata mondiale del donatore di sangue. Una ricorrenza che, al Lotti di Pontedera, si moltiplica per tre: non solo oggi, ma anche domani e sabato. «Invito i donatori e chiunque volesse contribuire a sfruttare questi tre giorni – dice Niglio – magari utilizzando anche un giorno di vacanza».

Di possibilità, per prenotare una donazione o richiedere qualsiasi tipo di informazione, ce ne sono. «Chiunque può mettersi in contatto con noi o con le associazioni, Avis e Fratres – sottolinea – per poter programmare le donazioni». Tre giornate speciali, dunque, durante le quali saranno protagoniste proprio le associazioni. «Avis e Fratres saranno sempre presenti – spiega Niglio – con banchetti informativi, offrendo anche colazioni in più per i donatori».

Un ultimo appello è per i donatori già iscritti. Nonostante far parte delle associazioni sia importante e faciliti l’affluenza al centro trasfusionale, non basta per trasmettere la cultura del dono. E proprio tra questi ultimi, è in costante crescita il tempo che intercorre tra una donazione e l’altra. «Per vari motivi – spiega Niglio – tanti donatori fanno passare molto tempo tra una donazione e l’altra». Qualcuno anche due anni. «E a quel punto – prosegue – i donatori devono sottoporsi nuovamente agli esami del caso». Tra mille impegni, conviene dare un’occhiata al libretto delle donazioni: dall’ultima volta, potrebbe essere passato già tanto tempo.

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