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Condannato a tre anni per violenza sessuale su una bambina

L'episodio nel 2014: il Tribunale di Pisa ha anche disposto un risarcimento in favore dei genitori della piccola

PONSACCO. Una condanna a tre anni per violenza sessuale, nell’ipotesi più lieve, e detenzione di materiale pedopornografico. È la sentenza inflitta dal primo collegio del Tribunale (presidente Murano,a latere Mirani e Poggi) a un professionista di 63 anni di Ponsacco (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa, amica di famiglia, ndr) accusato di aver preso la mano di una bimba, all’epoca di appena di 10 anni, e averla strusciata sulle sue parti intime.

Il Tribunale ha anche disposto un risarcimento per i genitori da liquidare in sede civile. Era la primavera 2014 e la vicenda sarebbe avvenuta in un locale della provincia dove si faceva karaoke, una delle passioni dell’imputato e dei genitori della bambina. Alla denuncia per l’episodio a carico del professionista nel corso delle indagini si è sommato un altro guaio, quello di farsi trovare nei computer almeno 68 filmati pedopornografici con videochat in cui si vedono minorenni spogliarsi e fare sesso.

Un effetto collaterale della prima querela nata da un video portato a scuola dall’alunna in cui lei si spogliava. Disse che glielo aveva chiesto l’amico di famiglia. Da lì la segnalazione delle maestre. Il pm Flavia Alemi ha chiesto una condanna di 6 anni e mezzo rimarcando le inclinazioni a luci rosse con predilezione per le minorenni dell’imputato. Un’impostazione a cui si è associato l’avvocato Ilaria Cozzi, legale della parte civile. Assoluzione ed eventuale riconoscimento della fattispecie più lieve per la violenza sessuale è stata, invece, la sintesi dell’arringa dell’avvocato difensore Rolando Rossi. Il legale ha sottolineato la “sessualizzazione” della famiglia della bimba.

Un ambiente orientato alla condivisione di argomenti che un minore non dovrebbe neanche immaginare. E che, invece, erano la quotidianità della piccola che trascorreva le serate nei locali, dove spesso si addormentava, per seguire i genitori. Una disinvoltura nel parlare di sesso di fronte alla bambina alla quale venivano fatti vedere filmati spinti sul cellulare.

Un contesto, per l’avvocato, in cui la bimba non avrebbe mai accusato il suo cliente, visto come uno zio. Lei gli sedeva sulle ginocchia, lui le massaggiava la schiena dal collo fino alla zona lombare. «Tutto davanti ad altri commensali, non sono mai rimasti da soli» ha ribadito l’avvocato.

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