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Il sindaco di Castelfranco: "Chi sfrutta i lavoratori deve chiudere"

Consiglio comunale in seduta aperta dopo l’aggressione a un senegalese. L’assessore regionale Bugli sottolinea la necessità di un codice etico di distretto

CASTELFRANCO DI SOTTO. Lavorare su quel codice etico che da tempo viene invocato per il distretto conciario, ma dare anche una risposta unitaria ai recenti fatti di violenza che hanno macchiato l’immagine del Comprensorio.

È quanto emerso dal consiglio comunale aperto organizzato a Castelfranco mercoledì sera sui temi del lavoro e della legalità, a seguito dell’aggressione ai danni di un lavoratore senegalese a fine maggio, ma anche dell’inchiesta, ancora in atto, che a febbraio scorso portò ad un’operazione anti ’ndrangheta che coinvolgeva aziende di Santa Croce e Fucecchio. Presenti, con le istituzioni locali ed il sindaco Gabriele Toti, i sindacati e le associazioni, anche la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda, esponenti dei comuni del distretto e l’assessore regionale a sicurezza e legalità Vittorio Bugli. Piena solidarietà è stata espressa nei confronti della comunità senegalese, presente, che al tempo stesso ha espresso sostegno nei confronti dell’Arma dei Carabinieri oggetto nei giorni scorsi di un atto di violenza a Pisa da parte di alcuni venditori ambulanti, ribadendo la volontà di scendere in piazza e manifestare contro la violenza nel comprensorio.
«I fatti avvenuti di recente a Castelfranco ci obbligano a una riflessione condivisa – ha dichiarato il sindaco Toti – Chi sfrutta i lavoratori evadendo obblighi fiscali e norme di sicurezza, per abbassare i costi, dev’essere costretto a chiudere».

Molti i punti di vista e i suggerimenti emersi durante l’iniziativa: dall’esigenza di una certezza della pena per i soggetti che compiono illeciti alla necessità di maggiori controlli nelle aziende da parte dell’Ispettorato del Lavoro. Tra gli argomenti discussi, anche la possibile convocazione de Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Tra gli interventi, anche quello della consigliera comunale pentastellata Cristina De Monte, che ha messo l’accento su come si renda necessaria «una manifestazione unitaria che sposti l’attenzione sul tema della legalità e del lavoro» invitando la comunità senegalese a non «chiudersi in se stessa», scendendo

in piazza con tutti i lavoratori. «La Toscana non è terra dove la criminalità organizzata è insediata stabilmente – ha detto Bugli, proponendo di accelerare su codice etico e protocollo d’intesa delle aziende – Ma la criminalità opera anche noi in forme sempre più diffuse. Dobbiamo reagire».

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