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il caso

Perse le tracce di un pontederese in Scozia

Apprensione per la sorte di Cristiano Rimicci del quale non si hanno notizie da mesi, la famiglia ha contattato la Farnesina

PONTEDERA. C’è un uomo di Pontedera, di 45 anni, Cristiano Rimicci, che da alcuni mesi non dà alcuna notizia di sé. A cercarlo è la polizia scozzese che ha fatto pubblicare la notizia, ormai da più di un mese, sui media dopo avere diramato le ricerche e avere ricevuto la denuncia di scomparsa presentata dal padre. A marzo, infatti, la famiglia, a causa del prolungato silenzio dell’uomo, ha cominciato a preoccuparsi. Il padre è stato a Glasgow, ha cercato il figlio dove aveva lavorato come aiuto cuoco, si è messo in contatto con gli amici e con l’ex convivente del figlio, una donna italiana.

Cristiano, stando alle notizie riportate dalla polizia scozzese e che la famiglia conferma, è stato visto per l’ultima volta venerdì 19 gennaio 2018 da un amico a Turriff Street, Gorbals. Da allora è sceso il buio totale sulla sua vita. E per settimane i familiari hanno pensato che l’uomo, dal carattere molto riservato, si fosse ritirato da qualche parte a fare meditazione, come altre volte era capitato.

Giovedì 5 aprile il padre ha formalizzato la denuncia di scomparsa alla polizia di Glasgow, poi è tornato a Pontedera. In questi mesi la madre ha contattato telefonicamente la Farnesina a Roma e il Consolato italiano a Edimburgo. E nei giorni scorsi i genitori hanno preso contatto con la polizia italiana per presentare un’altra denuncia, anche se vorrebbero solo sapere che il loro figlio sta bene.

L’ispettore James Mann della polizia di Cathcart alcune settimane fa, sentito dai cronisti locali, ha detto: «Cristiano spesso rimane con amici diversi per diverse settimane alla volta, tuttavia la sua famiglia in Italia dice che non è nel suo carattere non avere contatti con loro per un lungo periodo di tempo». La polizia ha diffuso anche un appello: «Esorto chiunque lo abbia visto dal 19 gennaio o chiunque conosca la sua posizione attuale a contattare la polizia di Cathcart. Vorrei anche chiedere a Cristiano di contattare la sua famiglia o la polizia in Scozia per farci sapere che è al sicuro e bene». Appello che i genitori rinnovano dall’Italia, anche se le prime ricerche dicono che Cristiano non ha preso aerei per lasciare la Scozia, dove ha vissuto per 12 anni insieme all’ex compagna. L’estate scorsa era tornato per cinque mesi in Italia, ma poi aveva capito che la sua vita ormai non era più in Valdera e così era ripartito per Glasgow. Cosa possa essergli accaduto dopo Natale non è chiaro. Un messaggio telefonico arrivato allo zio, il 19 febbraio giorno del compleanno dell’anziano, aveva riacceso le speranze anche se sui due numeri di cellulari dell’uomo (quello italiano e quello straniero) scatta sempre

la segreteria. Oggi il timore che Cristiano abbia bisogno di aiuto è forte.

La famiglia ora ha bisogno del sostegno di tutti, a cominciare dall’interessamento delle autorità italiane e della Farnesina. «A noi basterebbe solo sapere che sta bene», dicono i genitori.
 

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