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Video hard con un noto imprenditore, sarà decisivo il responso dei tecnici

L’indagine della polizia postale sul filmato che infanga il presidente della Paim è soltanto all’inizio. Chi ha agito potrebbe essere stato mosso da interessi politici. La sindaca Susanna Ceccardi commenta il caso

Tra lettere anonime e video hot: Cascina e i veleni del "corvo" L'ultimo caso è il video hard inviato per mail per infangare il presidente di una nota cooperativa, la Paim. Ma già ai tempi delle giunte di centrosinistra il "corvo" aveva colpito. Da quando al governo di Cascina c'è la Lega con la sindaca Susanna Ceccardi, poi, i veleni si sono intensificati e il corvo è tornato a svolazzare con insistenza. Ecco alcuni casi più eclatanti

CASCINA. La prima ipotesi presa in considerazione dalla polizia postale dopo la segnalazione denuncia del presidente della cooperativa Paim è quella dell’attacco informatico. Ma la storia del filmato che racconta di un incontro sessuale e indica come protagonisti il presidente della cooperativa, Giancarlo Freggia, e una donna chiamata nel file con un nome diverso da quello che la giovane avrebbe nella realtà, è solo agli inizi almeno dal punto di vista delle indagini.

Una vicenda pesante e parecchio ingarbugliata anche dal punto di vista investigativo. Il file originale, sempre che non sia stato distrutto dall’hacker, potrà aiutare chi deve svolgere le indagini. L’attacco informatico fa pensare a una richiesta estorsiva, anche se al momento non ci sono elementi concreti per suffragarla. Chi ha colpito Freggia, già vicepresidente del Pisa Calcio e vicino al centrosinistra, per infangare la sua immagine può essere stato mosso anche da motivazioni di altro genere: di carattere politico o sentimentali.

Il video spedito agli indirizzi di posta elettronica dei dipendenti Paim non è stato ancora acquisito in maniera formale dalla polizia postale. Tuttavia sembra, sebbene su questo la riservatezza degli inquirenti sia massima, che prima delle ultime elezioni politiche ci siano stati altri due episodi simili con personaggi in vista finiti al centro di ricatti hard on line con video che non li ritraevano in maniera nitida ma potevano far nascere dei sospetti in quanto i protagonisti somigliavano alle vittime dell’attacco.

Gli informatici a questo riguardo spiegano che solo dall’esame del video si potrà capire se il filmato è stato sapientemente “lavorato”. In ogni caso si tratta di manomissioni che non sono alla portata di tutti. Occorre una persona esperta, la contraffazione dei volti presuppone conoscenze informatiche di alto profilo.

Il presidente di Paim, che con forza sostiene di non essere lui nel video e di essere la vittima di un complotto, ha ricevuto molti messaggi di solidarietà.



Anche la sindaca di Cacina, la leghista Susanna Ceccardi, ha scritto su Facebook parole di vicinanza all’imprenditore: «Il presidente di una nota cooperativa pisana è protagonista di un video hot con una sua dipendente. Il video sta girando in rete. Nonostante lui non perda mai tempo per attaccarmi a sproposito e raccontare falsità sulla nostra amministrazione, non credo che quello che uno fa nel suo privato possa essere oggetto di scandalo. Tra adulti consenzienti è normale avere anche rapporti sessuali e chi in questi casi dovrebbe essere perseguito e punito è chi ha piazzato quella telecamera nascosta. Questa politica fatta sbirciando dal buco della serratura fa veramente schifo».

In passato lo scontro tra la sindaca e Freggia è stato forte, ma la violenza di questo attacco è tale che secondo la prima cittadina – anche lei presa di mira più volte in maniera personale sui social – non poteva passare sotto silenzio.

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