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Non si presenta al podere: imputato tecnico acustico

Il dipendente del Parco eolico avrebbe dovuto misurare il rumore degli impianti ma non sarebbe riuscito a raggiungere l’agriturismo. Ora è finito sotto processo

MONTECATINI VAL DI CECINA. I proprietari dell’agriturismo, da quando sono spuntate le pale eoliche, hanno rinunciato alle gite a cavallo. Troppo elevato il rischio che gli animali, a causa del rumore, possano innervosirsi. Mentre di notte, sempre per lo stesso motivo, i loro clienti sono costretti a chiudere le finestre delle camere. «Quell’impianto ha sconvolto il nostro stile di vita», ha riassunto ieri davanti alla giudice del Tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta, l’imprenditore Stefano Elmi, il proprietario del podere Palareta di Montecatini Val di Cecina.

È una battaglia che va avanti da anni quella fra il titolare dell’agriturismo a due passi da Volterra e le società a capo del Parco eolico nelle immediate vicinanze. Una battaglia, per la quale nacque anche un comitato, che ora si è spostata a palazzo di giustizia, dove è a processo il tecnico acustico di una delle aziende che produce energia: il settantenne di Montescudaio Giorgio Culivicchi, difeso dall’avvocata Elisabetta Gorini e imputato per falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.

Il professionista, dopo l’esposto, avrebbe dovuto misurare i decibel emessi dal Parco eolico, ma secondo quanto ricostruito ieri nel corso dell’udienza non sarebbe riuscito a raggiungere la struttura a causa della strada impraticabile. «Era un adempimento obbligatorio che lui doveva fare», spiega Elmi, raggiunto dal Tirreno.

Una ricostruzione, quella del tecnico, che non ha mai convinto l’imprenditore, il quale spiega come l’accesso all’agriturismo fosse perfettamente alla portata di ogni mezzo, anche pesante, come ai camion che trasportano i cavalli. «Nel tempo il Parco eolico si è ingrandito – spiega l’albergatore – e noi, per precauzione, non offriamo più loro le gite a cavallo. Abbiamo acquistato la struttura nel 2001, aprendola nel 2004. Non pensavamo che le cose potessero cambiare in questo modo: la nostra è diventata difficile».

Chiamato come testimone anche un tecnico dell’Arpat di Pisa, Paolo Gallo, che ha rivelato di non aver mai avuto difficoltà a raggiungere l’agriturismo con i mezzi in dotazione all’Agenzia ambientale. «Avevamo posizionato proprio lì la nostra strumentazione,

che è grossa – spiega – poi di tanto in tanto tornavamo per ricaricare le pile? Il rumore? Era sempre entro i limiti amministrativi, mentre una volta c’è stato un superamento che non ha portato a sanzioni», ha spiegato davanti alla giudice Iadaresta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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