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Preghiera a scuola: preside “salva” vescovo e maestre

«Non era stata concordata con le docenti, ma tutti hanno agito in buona fede» Dopo la polemica sollevata da una mamma, il caso diventa anche politico  

SAN MINIATO. «Per inquadrare questa vicenda serve buon senso, non solo la normativa». Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Buonarroti di San Miniato, Sandro Scapellato, allenta la tensione che si è creata dopo la polemica per la preghiera detta da vescovo di San Miniato, Andrea Migliavacca, durante la consegna di un defibrillatore donato dalla Misericordia alla scuola primaria di La Serra (che fa parte dell’istituto comprensivo).

Una mamma, Elena Ulivieri, ha criticato su Facebook il fatto che la preghiera sia stata detta durante l’orario scolastico. «Tecnicamente ha ragione la mamma – aggiunge il preside – La preghiera non era stata concordata con la scuola. Ma cosa avrebbero dovuto fare le maestre? Interrompere il vescovo? Oppure io dovrei punire le docenti? Serve buon senso».

«Se me lo avessero detto prima, avrei consigliato di non farlo – ammette il preside – Ma da parte di tutti c’è stata assoluta buona fede. E credo che tutta la polemica possa essere ridotta a episodio circoscritto che può anche essere chiuso senza strascichi. Mi è sembrato eccessivo, a dire la verità».

Non solo il dirigente scolastico del Buonarroti è intervenuto sull’argomento. Ma lo ha fatto anche Manola Guazzini, ex assessore e protagonista (si dice) alle elezioni 2019 con una propria lista. Guazzini non critica il vescovo, ma la presenza alla cerimonia di consegna del defibrillatore del sindaco, Vittorio Gabbanini, e della vicesindaca, Chiara Rossi. «Come succede spesso – ha scritto Guazzini – e in periodi a ridosso delle elezioni più spesso ancora, si è voluto costruire intorno a questa donazione un evento che favorisse la visibilità di amministratori vicini a chi dirige l’associazione. E, insieme al sindaco, alla vicesindaca e al vicegovernatore della Misericordia Gabriele Fogli, si è voluto coinvolgere anche il vescovo», col quale «non è il caso di prendersela».

«Non mi sembra neanche il caso di scomodare la laicità della scuola pubblica», scrive l’ex assessore che aggiunge: «Mi sembrerebbe utile raccomandare sobrietà rispetto al taglio dei nastri e alle inaugurazioni. Questo è un campo su cui nessuno è in grado di scagliare la prima pietra. Sono cose che tutti hanno sempre fatto. Ma oggi questi gesti,

che consistono nell’attribuirsi meriti spesso non propri e nell’enfatizzare risposte comunque minime rispetto ai bisogni della gente, contrastano con la percezione estremamente critica che la maggioranza della popolazione ha della politica». (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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