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industria e memoria

La Vespa ci racconta più di 70 anni di storia

Si rinnova il Museo Piaggio di Pontedera, fra i più grandi dedicati al motociclismo: dai “cinquantini” ai bolidi

PONTEDERA. "Sembra una vespa!", esclamò l’industriale Enrico Piaggio quando la vide. O almeno così narra la leggenda. E Vespa fu. «Un veicolo straordinario», la definisce oggi Roberto Colaninno, l’imprenditore di Mantova che dal 2003 ha trasformato la Piaggio di Pontedera in una multinazionale. I fan dello scooter più famoso del mondo, inventato nel 1946 dall’ingegnere Corradino D’Ascanio, hanno un luogo dove dare sfogo a tutta la loro passione: il Museo Piaggio che dopo i lavori d’ampliamento (da 3.000 a 5.000 metri quadrati) è diventato il più grande d’Italia tra quelli dedicati al motociclismo e uno dei più importanti in Europa, con oltre 250 pezzi esposti. Vespa, ma non solo. Perché il Gruppo Piaggio è anche moto e veicoli commerciali. Ecco quindi le nuove collezioni, presentate il 19 aprile. Una è dedicata ai marchi Piaggio e Ape (il motocarro festeggia 70 anni) e l’altra alla storia motociclistica e sportiva dei marchi entrati nel portafoglio del Gruppo di Pontedera nel corso del tempo: Gilera, Aprilia e Moto Guzzi.

La collezione Vespa. Solo al Museo Piaggio si possono ammirare, esposti insieme, i rari e preziosi prototipi degli anni Quaranta che dettero il via alla storia di Vespa, a cominciare da MP5, conosciuto come Paperino, prodotto in pochissimi esemplari tra il 1944 e il 1946, e MP6, vero prototipo della Vespa. Tra i veicoli di serie sono esposti tutti i classici di una storia che è diventata mito, a partire dalla prima Vespa 98 cc (aprile 1946) per arrivare alle linee essenziali ed elegantissime di Vespa 946 (Red).

La collezione Piaggio. La prima delle due nuove sale aperte al pubblico ospita veicoli che hanno segnato la storia di intere generazioni. A partire dai cinquantini, come Ciao, Bravo e Boxer. Grande spazio anche per l’Ape, motocarro nato nell’immediato dopoguerra per rimettere in moto i piccoli traffici merci. Da non perdere il Calessino Presidenziale, identico a quello donato a Giorgio Napolitano nel 2008 per celebrare i 60 anni della Costituzione. A testimoniare la lunga durata dell’impegno dell’azienda di Pontedera nel campo dei veicoli commerciali c’è uno dei primi modelli del quattro ruote Piaggio Porter, minivan lanciato negli anni Novanta.

La collezione moto. L’area dedicata ai marchi motociclistici del Gruppo Piaggio è la vera novità dell’ampliamento del Museo. Il percorso cronologico si apre con la prima motocicletta costruita da Giuseppe Gilera nel 1909, la VT 317, e prosegue con una panoramica sulle produzioni successive e le vittorie sui circuiti di tutto il mondo. Gli appassionati possono ammirare anche la moto con cui nel 2008 Marco Simoncelli conquistò per Gilera il 14° titolo mondiale nella classe 250. Tra le novità una selezione di Moto Guzzi, tra cui la Guzzi V8 del 1957, capolavoro di meccanica, mentre per celebrare le 294 vittorie di Aprilia nei GP sono esposti per la prima volta al pubblico alcuni modelli da competizione del marchio di Noale.

Scooteristi estremi. Un’area speciale è dedicata alle Vespa che hanno affrontato viaggi lunghi e avventurosi, da quelle dello scrittore e giornalista

Giorgio Bettinelli (1955-2008), che in scooter girò il mondo in lungo e in largo, fino a quella del blogger pontederese Filippo Logli, che nel 2012 arrivò a Capo Nord su una Vespa PX del 1982, impresa realizzata in memoria del nonno materno, Dante Monti, operaio della Piaggio.
 

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