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In arrivo 20 esuberi alla Cassa di Volterra

In arrivo 20 esuberi alla Cassa di Volterra

Trattativa coi sindacati per le “uscite volontarie incentivate” Prevista la chiusura delle filiali di Santa Croce e Poggibonsi

VOLTERRA. Venti lavoratori in esubero, anzi in “esodo volontario incentivato”, come viene definito ora il taglio al personale, e due filiali che chiuderanno a breve. È questo lo scenario alla Cassa di risparmio di Volterra che, comunque, presenterà tra poco un bilancio in positivo dopo due anni di “rosso”. Restano però conti da sistemare e un’organizzazione da rivedere per l’istituto di credito della città etrusca.

La trattativa sugli gli esuberi è in corso tra azienda e sindacati con l’obiettivo di accompagnare alla pensione venti dipendenti. Il direttore marketing, Giovanni Biegi, parla di «riposizionamento e di ottimizzazione di costi e risorse», oltre alla necessità di «riequilibrare i costi col numero di dipendenti» che, al momento, è di 488 persone. «E comunque questa operazione accompagnerà alla pensione dipendenti che hanno fatto una bellissima carriera con noi», aggiunge, sottolineando che si tratta di «uscite volontarie e incentivate entro l’anno. Non c’è l’obbligo di lasciare il posto di lavoro». L’azienda, però, è al lavoro con i sindacati per raggiungere un accordo su cui non sembrano trapelare particolari difficoltà d’intesa.

Più complesso, invece, l’argomento delle filiali da chiudere tra maggio e giugno. Si tratta di quella di Poggibonsi, ma soprattutto di quella di Santa Croce sull’Arno, centro del settore conciario toscano che, da sempre, rappresenta un territorio molto ricco e appetibile per le banche. «Sì, chiuderemo le filiali, ma non abbandoneremo il territorio – ammette Biegi – Nel comprensorio del Cuoio rimarremo presenti a San Miniato, Bassa e Stabbia. In Valdelsa, continueremo l’attività a Colle Valdelsa e Certaldo. Ma potenzieremo questi sportelli e faremo consulenza con esperti, oltre a organizzare eventi ad hoc».

Anche in questo caso, per la Cassa di risparmio di Volterra, esiste la necessità di «riequilibrare i costi», ma per Santa Croce c’è altro. La Cassa di risparmio di San Miniato, il cui 95% è passato a Crédit Agricole Cariparma, è proprietaria del 20% della Cassa di risparmio di Volterra. La chiusura

della filiale di Santa Croce può essere vista come il tentativo di non pestare i piedi al colosso francese. «Non è così – dice Biegi – ma può essere considerata una scelta consapevole nell’ambito della politica aziendale».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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