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Un ostello gestito da ragazzi disabili

Pontedera: occuperà una quindicina di giovani, è ultimo progetto dell’ex imprenditore Marco Casalini

PONTEDERA. Marco Casalini non si ferma. L’imprenditore che nel 2015 ha svestito i panni di uomo d’affari, vendendo la sua azienda che produceva componenti elettronici di macchine a controllo numerico, per dedicarsi esclusivamente a progetti sociali, è un vulcano di idee. E non sono solo annunci. Perché Casalini i suoi progetti li trasforma in realtà. Investendo di tasca propria. Nel giugno 2016 ha inaugurato un appartamento per ragazzi svantaggiati in via Verdi, nel cuore della città, e alla fine dello scorso mese di febbraio ha tagliato il nastro a “La Botteguccia”, ristorante in cui lavorano giovani del territorio con disabilità, in via XX Settembre. Ora è pronto ad alzare il velo su un altro gioiello. Una maxi struttura a due piani nella campagna pontederese, con otto camere per turisti, un ristorante e una serra per la coltivazione di ortaggi. La finalità è quella che accomuna tutti i suoi sforzi, economici e non solo: offrire uno strumento di inclusione ai ragazzi e alle ragazze disabili.

«Un ostello sociale, un gruppo di aggregazione, con la consapevolezza che non esistono persone di serie A e B, ma solo donne e uomini con punti di forza e debolezza. Ed è compito di tutti noi e della società in generale – dice Casalini – che ognuno sia libero e, soprattutto, che non si senta solo».
“Il Poggetto”, questo il nome della struttura ricettiva che sorgerà in via Montevisi, nelle vicinanze del circolo tennis, ha cominciato a prendere vita da pochi giorni. I lavori andranno avanti anche in estate e l’obiettivo di Casalini è quello di inaugurarlo entro la fine dell’anno.

«Verrà realizzato in bioedilizia e quindi sarà fatto principalmente in legno. Le operazioni di costruzione – spiega l’ormai ex imprenditore – con questo metodo, subiscono un’importante accelerata».
Al piano superiore verranno ricavate otto stanze, e ognuna avrà un angolo cucina e un bagno. Sotto ci sarà il ristorante, che sui tavoli proporrà anche e soprattutto i prodotti della serra che sorgerà a fianco dell’immobile.

«Conto di impiegare nella struttura almeno quindici ragazzi disabili. Le stanze le affitteremo ai turisti, anche per coprire, almeno in parte, le spese di realizzazione».

Fatta eccezione per 25mila euro di contributo regionale per la creazione della serra, Casalini non ha ricevuto alcun sostegno pubblico. I soldi investiti nell’ostello, diverse centinaia di migliaia di euro, sono tutti suoi.

«Una delle cose che più mi fanno male è la cattiveria della gente che pensa che faccia tutto questo per arricchirmi. Certe dinamiche può comprenderle soltanto chi le vive, gli altri dovrebbero avere almeno il buon gusto di non commentare. Qui non si arricchisce nessuno, io faccio tutto questo perché sono mosso da uno stimolo forte e perché voglio che sul territorio rimanga un patrimonio importante per i giovani svantaggiati».
“Il Poggetto”, che al suo interno avrà anche una piscina, sarà gestito dalla cooperativa che ha in gestione anche il ristorante “La Botteguccia”, ovvero “Il Giardino dei semplici”, altra idea di Casalini. «Il ristorante, l’ostello e il negozio Valdera Insieme, in via Verne 8, in cui i ragazzi disabili commerciano vari prodotti, creeranno una rete sociale, anche grazie all’amministrazione, in grado di proporre attività differenti, con uno stesso unico comune denominatore – puntualizza Casalini – ovvero la sensibilità sociale di riuscire a dare a ragazzi sfortunati l’opportunità di essere protagonisti».

E non finisce qui. «Ho molti progetti in testa, alcuni sto provando anche a buttarli giù in maniera seria. Prima di fermarmi definitivamente voglio regalare altre strutture ai ragazzi bisognosi

di aiuto e alla comunità della Valdera. Lavorerò – conclude Casalini – per mettere in piedi anche un forte gruppo di lavoro coi genitori dei giovani disabili. Insieme possiamo veramente realizzare qualcosa di bello, vasto ed estremamente importante per i nostri figli».
 

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