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Danneggiò la cabina Enel a Zambra e fuggì: identificato

Il giovane è stato scoperto grazie a un dipendente del Comune di Cascina che è casualmente diventato detective

CASCINA. Ha un nome l’automobilista che nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile ha danneggiato con l’auto la cabina Enel di via Profeti a Zambra ed è fuggito via. A mettere i carabinieri sulle tracce dell’auto pirata è stato un dipendente comunale, Raffaele Mancini. Dopo che alcuni amministratori comunali erano arrivati sul luogo dell’incidente e avevano richiesto l’intervento dei carabinieri, erano stati raccolti alcuni pezzi della vettura, rimasti sull’asfalto accanto alla cabina mezza demolita e pericolante. Si sapeva dunque che la vettura era una Toyota di colore bianco.

Di danni l’automobilista ne ha lasciati molti. Ma soprattutto l’incidente ha creato problemi alla viabilità in quanto la strada è stata chiusa nel tratto della cabina proprio per evitare rischi a pedoni e automobilisti. Tutto questo è causa di ulteriori disagi, visto che la strada è stretta e gli automobilisti la percorrono come se fossero lungo un autodromo. E poi la cabina si trova proprio davanti all’ingresso dei campi sportivi di Zambra. Inizialmente domenica mattina nessuno aveva pensato che quei rottami dell’auto pirata potessero essere utili. Poi erano stati fotografati e raccolti. Il giorno successivo l’operaio del Comune si è trovato a passare da una carrozzeria e ha visto una Toyota bianca incidentata con tracce di mattoni rossi, come quelli della cabina.

Se è vero che due più due fa quattro è stato facile immaginare che quella fosse la vettura che aveva causato il danneggiamento. Sono quindi stati attivati i carabinieri di Navacchio che hanno convocato in caserma l’intestatario dell’auto, un giovane albanese residente nella zona. Quest’ultimo è stato sentito dai militari e ha ammesso di avere causato l’incidente e poi di essere fuggito. Il giovane si è anche impegnato a fornire i dati della compagnia di assicurazione che pagherà i danni. Un problema in meno, dunque, per la proprietà della cabina.

«Voglio ringraziare Mancini – dice la sindaca Susanna Ceccardi – per l’impegno che ha dimostrato, è stato un vero investigatore.

E quando ha visto la Toyota bianca ha capito che poteva essere quella del danneggiamento. Grazie anche ai carabinieri che nel giro di poche ore hanno convocato in caserma il giovane. Il quale ha promesso di attivare la compagnia di assicurazione, quindi tutto dovrebbe alla fine risolversi».

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