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Arrestato il rapinatore della notte di San Valentino

Pontedera: Matteo Masciaveo è accusato di aver derubato una donna armato di coltello. Davanti al giudice ha chiesto scusa. La vittima: «Non lo perdono, ma spero si ravveda»

PONTEDERA. «Non sono ancora pronta a perdonarlo. Sono ferita per quello che mi ha fatto. Però spero tanto che l’arresto gli faccia capire che non è giusto fare del male alle persone e che la smetta di fare del male alle persone. In fin dei conti è figlio di una mamma che, come me, soffre per i suoi comportamenti. E per questo non provo odio nei suoi confronti».

La donna rapinata sotto casa in via Stefanelli nella notte di San Valentino apprende dell’arresto di Matteo Masciaveo, 36 anni, di Pontedera, ritenuto l’autore di quell’episodio che brucia ancora alla 66enne madre di ristoratori di un locale della zona di via Saffi.

Masciaveo, già noto alle forze dell’ordine e difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, è finito in carcere al don Bosco di Pisa in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per rapina e porto abusivo d’armi e oggetti atti a offendere. Un provvedimento del giudice Pietro Murano che ha accolto il quadro probatorio raccolto dai carabinieri del comando di Pontedera, coordinati dal pubblico ministero Miriam Pamela Romano. Ieri, durante l’interrogatorio di garanzia, ha chiesto scusa per quello che ha fatto, dicendo di aver passato un momento davvero difficile, perché senza domicilio e disoccupato. Più o meno le stesse cose che aveva detto poche sere fa a uno dei figli della donna rapinata che lo aveva visto nel pomeriggio aggirarsi nei dintorni del locale.

Il cuoco, dopo aver chiamato i carabinieri, lo aveva affrontato e trattenuto fino all’arrivo dei militari. «Nel frattempo a mio figlio ha detto di essere pentito e ha chiesto scusa – racconta la mamma – Io però, mentre parlo di questa faccenda, tremo ancora. Non l’ho superata per niente. Ma non porto rancore e spero sul serio che quel giovane si ravveda e cambi strada».

Secondo quanto appreso dai carabinieri, la rapina avrebbe potuto finire con ben altre conseguenze, rispetto al “semplice” scippo della borsa che la donna portava a tracolla. Il rapinatore aveva un coltello con cui ha minacciato a lungo la donna, toccandola anche con la lama più volte. Il giubbotto della signora ha subìto un taglio ben evidente sulla parte alta della manica destra che avrebbe potuta ferirla.

Durante le ricerche, favorite anche dalla testimonianza di una giovane coppia di fidanzati, clienti del locale, i carabinieri aveva ritrovato il coltello, il giubbotto e il copricollo usati dal rapinatore.

Fino a raggiungerlo a casa per il fermo a cui è seguito l’arresto di ieri pomeriggio. Alla fine, tutto si è risolto con molta paura e strascichi psicologici per la malcapitata

che rivede quegli attimi: «Penso che mi sia andata bene, lo ammetto. Anche se vorrei tanto che mi venisse restituita la fede di mia mamma che era dentro la borsa. Per adesso vivo nel suo ricordo, ma spero tanto di avere la fortuna di poterla stringere di nuovo tra le mie mani».
 

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