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Quel vagito è una speranza per il borgo

A Montelopio, in Valdera, primo fiocco azzurro dopo tredici anni

Montelopio, comune di Peccioli, provincia di Pisa. Poche decine di residenti e un fiocco azzurro che mancava da tredici anni. Tanti, troppi. Si chiama Marco il bambino venuto alla luce all’ospedale “Lotti” di Pontedera, primogenito di mamma Giada e babbo Paolo.

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La nascita di Marco è stata salutata in paese come un evento, qualcosa di raro che infonde speranza. Vuol dire che borghi come Montelopio, noto per aver ospitato una magione templare, non sono destinati a morire e che c’è ancora qualcuno, come i genitori di Marco, che scelgono di vivere in luoghi così, meno comodi della città ma più tranquilli, e decidono di farci crescere i figli. La Valdera e la Valdicecina sono punteggiate da paesi come Montelopio, tracce di una civiltà contadina che non è stata del tutto sconfitta dalla modernità. Sono gli stessi borghi e paesaggi che erano amati da Gillo Dorfles, l’artista e critico d’arte scomparso di recente a 107 anni. Dorfles, assai legato a Lajatico e alla Valdicecina, diceva che questo patrimonio dev’essere difeso. A ben vedere, è il compito di chi ha scelto di continuare a vivere in queste terre: difenderne la bellezza. Con la speranza che il testimone passi a Marco e agli altri bambini che avranno dalla sorte il regalo di crescere in luoghi come Montelopio.

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