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Il fiocco azzurro è un evento, in paese non nasceva nessuno da 13 anni

Montelopio che rischia lo spopolamento saluta Marco, venuto alla luce al Lotti di Pontedera. I genitori: «Ecco perché ci piace vivere qui»

MONTELOPIO. Tredici anni. Tanti ce ne sono voluti per vedere di nuovo un fiocco affisso al portone di una casa di Montelopio, piccola frazione di Peccioli, abitata da poche decine di persone. L’altro giorno, all’ospedale di Pontedera, Giada Bagagli ha dato alla luce Marco, un piccolo di tre chili e centocinquanta grammi per quarantotto centimetri di lunghezza. Il padre è Paolo Barsottini. Una notizia bellissima, che diventa eccezionale per un borgo abitato in prevalenza da persone anziane che hanno salutato il nuovo arrivato con gli occhi lucidi. «C’è speranza anche per il nostro paese», ha detto Salvadore Ninci, presidente della Pro Loco.

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Babbo e mamma sono felicissimi. Il bimbo sta bene e dorme beato in mezzo a quelli che possono essere considerati “due alieni” in un mondo che va sempre più di fretta. Paolo ha 33 anni, Giada è un anno più giovane. Lui abitava a Fabbrica di Peccioli con i genitori (il padre, Fausto Barsottini, lavora alla Taliani Ferro, la madre, Roberta Vignola, gestisce il circolo La Cisterna nello stesso paese). Lei è nata e cresciuta proprio a Montelopio con i genitori (Michele Bagagli, che ha un’azienda edile, e Roberta Buti che lavora nelle cucine dell’ospedale Lotti) e il fratello David. Le famiglie dei neo genitori sono originarie in quello che è famoso in Valdera per aver ospitato una magione templare. Ed è a Montelopio che la giovane coppia ha comprato casa, sposandosi il 25 maggio scorso. «Poi siamo andati in crociera nei fiordi norvegesi e siamo tornati in tre», dice Giada, dipendente di un panificio a Peccioli, che non toglie gli occhi dal suo piccolino. «Sei già famoso», aggiunge ridendo, rivolgendosi a Marco che sbadiglia nella camera dell’ospedale.

«Non abbiamo avuto dubbi – sottolinea Paolo, che fa il geometra in uno studio di Peccioli – Montelopio per noi è stata una scelta di vita. La pace e la tranquillità del paese sono unici. E il fatto di aver dato alla luce un bambino, un nuovo nato per il borgo dopo tredici anni, ci rende orgogliosi». Probabilmente non finisce qui, perché potrebbero arrivare presto due amichetti per Marco, visto che a Montelopio si sono trasferite due coppie di giovani e le ragazze sono incinte. «Speriamo bene – ammette Ninci, ex idraulico – perché vorrebbe dire che il ripopolamento del paese può avvenire davvero. In linea di massima siamo tutti anziani. Ci sono solo quattro fra i venticinque e trent’anni e altrettanti fra i tredici e i sedici».

La vita torna a scorrere in un posto che, in pratica, è una strada a fondo chiuso, visto che per uscirne occorre fare il giro della piazza e riprendere la via che si è percorsa per arrivare. Ci sono alcuni agriturismi e tanta natura. Un posto incantevole che celebra il patrono, San Martino, l’11 novembre con un grande pranzo nella cantina comunale e la notte bianca il 22 luglio.

E poco importa se l’ufficio postale più vicino è a Fabbrica o se il primo bancomat disponibile si trova a Peccioli. Per chi ci abita, Montelopio è il paradiso. E ora c’è un piccolino da cullare e da far crescere con l’aria buona di un posto davvero speciale.
 

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