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A tredici anni porta la marijuana in classe: scoperta delle insegnanti

Una ragazzina scoperta dalle insegnanti mentre mostra la sostanza ai compagni di scuola. A meno di 24 ore dal primo episodio avrebbe offerto l’erba a una bambina di prima media

COMPRENSORIO DEL CUOIO. Si è presentata in classe come tutte le mattine, si è seduta al suo banco e, in una pausa tra una lezione e l’altra, ha tirato fuori dallo zaino un grammo di marijuana. Erba mostrata quasi con orgoglio ai compagni di classe. Non contenta il giorno dopo avrebbe offerto, tirandola fuori dalla tasca, altra marijuana a una bambina di prima media.

La ragazzina non ha ancora 14 anni e frequenta un istituto del comprensorio. I primo episodio è avvenuto l’8 febbraio, l’altro il giorno successivo. E le insegnanti, dopo essersi rese conto di quanto stava accadendo, si sono fatte consegnare lo stupefacente dalla minore e hanno immediatamente avvisato la dirigente scolastica. Da lì la richiesta di intervento dei carabinieri. Subito dopo è partita una segnalazione anche alla pubblica amministrazione. Che, a quanto risulta, non stava seguendo la ragazzina o la sua famiglia con i propri servizi sociali.

I carabinieri sono arrivati a scuola con una pattuglia, cosa che ha allarmato molti genitori degli studenti. Famiglie che, a poche ore di distanza dall’episodio, hanno immediatamente commentato preoccupate l’accaduto su un gruppo Facebook cittadino.

La ragazzina che ha portato a scuola la marijuana è stata portata non dai carabinieri ma dagli stessi insegnanti alla stazione locale dei carabinieri.

Dove non avrebbe specificato il perché fosse in possesso della droga. Risposte evasive, anche se sembrerebbe non aver recuperato la droga nel contesto familiare. Questo lo dovranno appurare i carabinieri, anche se l’episodio è davvero preoccupante.

La ragazzina non avrebbe consumato la sostanza ma, nell’episodio in questione, avrebbe mostrato l’erba ai compagni di classe. Il quantitativo minimo, ma ancora di più trattandosi di una minore di 14 anni, non rendono la studentessa imputabile in alcun modo. Ci sarà, piuttosto, da fare un duplice percorso.

Il primo è capire quali siano le zone di spaccio nel comune, e i cittadini ne avrebbero segnalate due a forze dell’ordine e pubblica amministrazione, dalle quali la marijuana sarebbe arrivata fino alla scuola. Il secondo, forse ancora più complesso, analizzare il grave episodio e supportare la ragazzina con un lavoro quotidiano nel quale dovrà necessariamente intervenire sia la scuola ma ancora di più dalle assistenti sociali al fianco della famiglia.

Se l’intenzione, infatti, era quello di

fare una bravata, così come sembra, l’impressione è che la minore non si sia resa conto della gravità dell’episodio. L’amministrazione comunale, avvisata praticamente in tempo reale dell’accaduto dalla dirigente scolastica, sta seguendo il caso che ha scosso un’intera comunità.
 

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