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Rubati i soldi destinati ai bimbi della Nigeria

Furto nella chiesa dei Cappuccini a Pontedera: i ladri si sono nascosti prima di entrare in azione

PONTEDERA. Voluto, studiato e portato avanti in diverse decine di minuti, probabilmente con l’ausilio di alcuni strumenti da scasso. Un taglio netto al pezzo di stoffa che nasconde la “pancia” della cassetta delle offerte, poi un lavoro certosino per eliminare le assi di legno che ne avrebbero dovuto impedire l’apertura. Tutto a due passi dall’altare. In un luogo sacro. Padre Silvano nel tardo pomeriggio di mercoledì non voleva credere ai suoi occhi. Qualcuno ha rubato le offerte dei fedeli, in corrispondenza del presepe allestito in chiesa.

«Me ne sono accorto attorno alle 18, quando ho visto il buco sul basamento del presepe. Ci sono rimasto male – spiega padre Silvano – anche perché i volontari avevano preso tutte le cautele per evitare che venissero messe le mani sui soldi. Ma evidentemente non è bastato».
La chiesa gestita dai frati Cappuccini, in via Diaz, apre ogni mattina alle 7,30, con la celebrazione della messa, poi viene chiusa a mezzogiorno, quindi riapre alle 16,30 e viene definitivamente chiusa attorno alle 19.

«Qualcuno potrebbe essersi nascosto aspettando la chiusura a fine mattinata. Poi, dalle 12 alle 16,30 ha compiuto il furto e ha trovato il modo per uscire», racconta ancora padre Silvano. Il ladro in tasca si è messo in tasca circa 100 euro. Anche perché dall’installazione del presepe più volte i volontari hanno svuotato la cassetta delle offerte, che serve per raccogliere fondi da destinare un importante progetto in Nigeria, di cui vi parliamo dettagliatamente nell’articolo a fondo pagina.

«Io perdono chi ha commesso il gesto, anzi mi auguro che i soldi gli siano davvero necessario e non sia un balordo qualsiasi che li utilizza in malo modo. Però – dice padre Silvano – negli ultimi tempi alla Bellaria si sono verificati parecchi furti. Credo sia giusto rendere noto che qualcuno ha pensato di rubare addirittura dentro a una chiesa, perché la ritengo una cosa grave».

Sull’accaduto si sono espressi anche i volontari della chiesa dei Cappuccini, che hanno definito il furto «vile e ingiustificabile», precisando che «le offerte non sono state tolte alla chiesa, ma a dei bambini. Non vogliamo fare un processo alle intenzioni sul perché ci sia stato il furto – precisano i volontari – anzi vogliamo cogliere l’occasione per ricordare che nei locali della chiesa esistono due centri che si impegnano ad aiutare chi è in un momento di difficoltà. La Carità, che si occupa della distribuzione di vestiario dai tre anni fino all’età adulta, e il Centro di aiuto alla vita».

Nessuna denuncia

per il furto. Ciò che interessa alla comunità della Bellaria è rimboccarsi le maniche e tornare a raccogliere fondi per il progetto in Nigeria. Senza permettere al gesto di un vigliacco di intaccare l’atmosfera di solidarietà che contraddistingue la chiesa dei Cappuccini.
 

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