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Maltrattamenti alla Stella Maris: chi sono i 17 indagati

I nomi degli indagati per i presunti maltrattamenti avvenuti alla Stella Maris ai danni degli ospiti. Le indagini preliminari sono concluse, verso il processo 

FAUGLIA. Schiaffi, spinte, offese e strattonamenti. Metodi («Fai questo sennò ti gonfio», dice un indagato dopo uno schiaffo) rimasti sommersi fino a quando i genitori non si sono decisi a denunciare. L’inchiesta dei carabinieri e della Procura sui presunti maltrattamenti all’interno della residenza per disabili di Montalto di Fauglia, gestita dalla Fondazione Stella Maris, ha cercato prima di individuare le responsabilità degli operatori. Ma dopo i primi nove indagati non si è fermata. Se ne sono aggiunti altri, tanto che ora che sono finite le indagini, si sa che sono 17 le persone sottoposte ad accertamenti. L’inchiesta non si è fermata agli operatori, ma ha posto gli occhi sull’intera catena di responsabilità, arrivando ai vertici della Stella Maris ai quali vengono contestati il mancato controllo e l’assunzione di personale non adeguatamente formato.

In questi mesi (nove operatori sono stati già licenziati) la Procura della Repubblica di Pisa ha indagato su Ugo Caroti di Fauglia; Giulio Fignani di Castellina Marittima; Marco Guerrazzi di Ponsacco; Matteo Parenti di Cascina; Svetlana Parfeniuc di Capannoli; Stefano Pasqualetti di Terricciola; Giovanni Salvadori di Pisa; Gabriele Lucchesi di Collesalvetti; Cinzia Vivaldi di Pisa; Maura Testi di Ponsacco; Nicoletta Casalini di Castellina Marittima; Rita Danesi di Livorno; Rinaldo Quintavalle di Cascina; Paola Salvadori di Capannoli, che era responsabile di Montalto; Patrizia Masoni di San Giuliano Terme; Roberto Cutajar, direttore generale della Stella Maris; Giuseppe De Vito, di Livorno, direttore sanitario della Stella Maris.

VIDEO. La madre che ha denunciato il caso

Disabili maltrattati, parla la madre che ha denunciato il caso Il caso Stella Maris. Dice la donna: "Mio figlio tornava a casa pieno di ferite e di lividi. E quando sono andata a chiedere spiegazioni sono stata quasi derisa. Allora mi sono rivolta ai carabinieri" (video Fabio Muzzi, intervista Sabrina Chiellini)L'ARTICOLO


Questi ultimi sono stati indagati in concorso nei maltrattamenti, soprattutto per questioni che riguardano la gestione. In particolare alla dottoressa Masoni viene contestato di avere selezionato ed avviato al lavoro assistenti privi della qualifica professionale adeguata al ruolo che veniva loro assegnato. E di non avere attuato adeguati controlli sul lavoro degli operatori. Uno degli indagati, Caroti, peraltro, risulta, secondo le accuse, recidivo. E da quanto emerge dalle indagini nel passato (all’inizio del 2003) aveva aggredito un paziente (si parla di persone affette da disabilità neuropsichiche).

I nomi di Cutajar e De Vito sono legati ad omessi controlli e mancate denunce di condotte gravi che, nel corso del tempo, sarebbero state segnalate dai parenti degli ospiti. Alla direzione, insomma, si contesta di non avere preso provvedimenti idonei per interrompere metodi che, se le accuse saranno provate, evidentemente erano abbastanza diffusi, considerato l’elevato numero di operatori coinvolti. Il mancato intervento della direzione, sempre se le accuse troveranno conferma al processo, secondo la Procura, avrebbe consentito un clima di violenza tra gli ospiti e gli operatori (i fatti contestati si fermano a novembre 2016). Da qui il concorso nei maltrattamenti. Gli operatori indagati si difendono negando le responsabilità e parlando di metodi educativi “energici” con pazienti complicati. Se sul linguaggio colorito si potrà dissertare, su schiaffi, strattonamenti, botte al torace (ci sono le immagini della telecamera piazzata dai carabinieri in un refettorio) e calci, sarà più complicato.(s.c.)

CASO STELLA MARIS, GLI SVILUPPI SUBITO DOPO LA PRIMA DENUNCIA

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