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Officine Ristori, 25 ricorsi contro i licenziamenti

Se fosse dimostrato che la procedura è stata sbagliata, la ditta sarebbe costretta a versare centinaia di migliaia di euro. La parola al giudice il 21 gennaio

PONTEDERA. Seconda metà di gennaio. È quello il periodo, per la precisione il giorno 21, di un passaggio delicato per la vertenza alle Officine Ristori, storica azienda dell’indotto Piaggio, in concordato preventivo, che dovrà affrontare venticinque ricorsi al giudice del lavoro contro i licenziamenti messi in pratica dalla proprietà alla vigilia di Natale del 2016. Quarantaquattro persone a casa con una procedura ritenuta sbagliata. E che ha generato gli strascichi giudiziari che potrebbero creare notevoli difficoltà all’impresa. Il rischio è di trovarsi a pagare centinaia di migliaia di euro.

Alcuni lavoratori che hanno presentato ricorso sono assistiti dai legali della Fiom Cgil, altri da quelli della Uilm Uil e quattro da avvocati esterni al sindacato. I ricorsi sono stati tutti depositati e già nella prossima udienza potrebbe esserci il pronunciamento del giudice, anche se ci sarebbe un vizio di forma, a cui la proprietà della ditta di Montecalvoli potrebbe appellarsi, relativo ai tempi di presentazione delle documentazioni di alcuni dei ricorrenti. In ogni caso si tratta di un 2018 che potrebbe davvero portare al ribaltamento di una vicenda che ormai sembrava morta e sepolta: 44 operai a casa, settanta ancora al lavoro.

Ma la procedura di licenziamento sarebbe stata sbagliata. I lavoratori sono stati iscritti alle liste di mobilità, un’operazione a costo zero per Ristori che, invece, avrebbe dovuto iscrivere gli ex dipendenti alla Naspi, pagando 1.500 euro per ciascun licenziato, in caso di accordo sindacale, o 4.000 euro a persona senza l’intesa con i sindacati. Poi c’è la partita del pagamento delle mensilità arretrate, da 12 a 24 mesi, se i licenziamenti risulteranno davvero illegittimi.

Situazione delicata, quindi, che sembra tutt’altro che definita. In ballo il destino di venticinque persone. Ma anche quello dei settanta che sono stati esclusi dai licenziamenti e che sono rimasti a lavorare nell’impresa dell’indotto Piaggio.

Secondo quanto si sa, è in atto il tentativo di diversificare l’origine delle commesse, dipendendo sempre meno dalla fabbrica della Vespa per far quadrare i conti. Ma è chiaro, che se il giudice del lavoro dovesse dare ragione ai lavoratori che hanno presentato ricorso contro i licenziamenti, qualche contraccolpo per Officine Ristori ci sarebbe.

Impossibile

dire cosa accadrà. Ma è certo che tra poco potrebbe esserci la soluzione di una delle vertenze più discusse degli ultimi anni in Valdera, con tante famiglie rimaste senza stipendio a pochi giorni dal Natale dell’anno scorso e con un futuro ancora da scrivere.

 

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