Quotidiani locali

Tmm, gli operai bloccano l’ingresso

Respinto il camion di un’azienda che voleva ritirare marmitte

PONTEDERA. Tensione al presidio della Tmm. Il primo “respingimento” ai cancelli della fabbrica di viale Africa è andata in scena ieri mattina, quando un camion di una ditta metalmeccanica della zona si è presentata con un rappresentante del liquidatore, Roberto Dell’Omodarme, per ritirare marmitte prodotte nello stabilimento che faceva parte dell’indotto Piaggio prima della chiusura avvenuta in estate. Ma i lavoratori si sono opposti.

Erano in pochi al presidio di prima mattina, ieri. Ma appena è stato notato movimento all’ingresso della “loro” azienda, si sono sbrigati a ostruire l’accesso. C’è stato anche un battibecco tra gli operai e l’appartenente allo staff di Dell’Omodarme, mentre l’imprenditore interessato a prendere il materiale prodotto all’interno della Tmm ha detto chiaramente di essere lì perché pensava che la situazione fosse tranquilla e che non ci fossero problemi per il ritiro. «Ma se le cose stanno così, ce ne andiamo», ha detto davanti al cancello dello stabilimento.

E così è stato. La consegna è stata annullata e la tensione tra lavoratori e liquidatore è salita, dopo alcuni screzi tra le parti avvenuti nei giorni scorsi, sulla scia del fallimento della trattativa tra la proprietà e un imprenditore fiorentino interessato a subentrare nell’attività, riaprendo la fabbrica e assumendo gran parte degli 84 dipendenti licenziati dalla Tmm. «È stato impedito l’accesso a un camion destinato al trasporto di alcuni manufatti per la loro vendita che, per non creare tensioni, dopo pochi minuti ha invertito la propria marcia – ha detto Dell’Omodarme – Lo ritengo un fatto grave e contrario agli interessi degli stessi lavoratori». Ora il timore è che il clima si surriscaldi ulteriormente e che il liquidatore si presenti in viale Africa con le forze dell’ordine per evitare situazioni simili. «Auspico vivamente che non ci sia la necessità di far intervenire le forze dell’ordine – ha ribadito il professionista pisano – Ma il rispetto della legalità è un obbligo di tutti».

Operazioni come quella di ieri mattina servono a incamerare denaro da destinare ai creditori. Già in passato c’erano stati alcuni ritiri senza ci fossero blocchi da parte dei lavoratori. Ma la vertenza era in un’altra fase. C’era la trattativa per far tornare alla vita la fabbrica e gli ex dipendenti. C’era la prospettiva che tutto potesse aggiustarsi dopo l’incubo cominciato ad agosto e che, da allora, aveva portato tanti lavoratori a portare avanti un presidio che, dopo il nulla di fatto della trattativa per l’acquisto, prosegue a oltranza, ma con una rabbia e una tensione palpabili.

La sensazione è che quelli della Tmm siano determinati a lottare per evitare che il capannone si svuoti e le speranze finiscano definitivamente. La delusione per aver quasi toccato con mano la riassunzione e averla vista sfilare via senza che nessuno riuscisse a far cambiare rotta alla trattativa tra l’imprenditore fiorentino e la proprietà brucia molto nel cuore e nella testa dei lavoratori. Ed è per questo che
occorre dare loro risposte sul futuro. Il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, e i sindacati, la Fiom Cgil in particolare, stanno continuando a stare al fianco dei lavoratori, nella speranza che qualcosa di buono accada nelle prossime settimane.

Andreas Quirici

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