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Capotreno presa a sputi da un gruppo di bulli

Pontedera: la donna ha fatto fermare il convoglio alla stazione di Pontedera e ha chiesto l’intervento di un’ambulanza che l’ha portata al pronto soccorso del “Lotti”

PONTEDERA. Il “branco” sperava di spaventare il capotreno, una donna residente in provincia di Firenze, di un regionale veloce che dal capoluogo andava a Pisa. Il gruppo di ragazzi, tra loro anche alcuni minorenni, italiani e stranieri, è salito sul treno senza pagare il biglietto. E quando la donna li ha controllati, i bulli hanno mostrato tutta la loro arroganza. Non avevano pagato e non volevano nemmeno farsi identificare.

La dipendente delle Ferrovie era da sola in servizio, esclusi i macchinisti, ed è comunque riuscita a superare i momenti di tensione con i passeggeri senza biglietto e li ha invitati a scendere alla stazione di San Romano.

Visto che la situazione era piuttosto complessa da gestire ha fatto in modo che lasciassero il treno senza multarli, stando a quanto è stato spiegato, anche perché non sarebbe stato facile per lei, anche per questioni legate alla sua sicurezza personale, riuscire a identificarli uno per uno.
Ma quando il treno si è fermato a San Romano, il “branco” non aveva ancora dato il meglio di sé. La donna infatti, dopo essere stata apostrofata in vari modi, sicuramente con nessun aggettivo positivo, è stata colpita dagli sputi dei ragazzi. Ne sono seguiti momenti di panico perché è stata colpita alla bocca ed è venuta in contatto con la saliva di uno dei passeggeri, prima che le porte del treno si chiudessero e la capotreno avesse il tempo di liberarsi dello scalmanato gruppo.

Così quando il treno è arrivato a Pontedera, domenica sera alle 19, 40 circa, la dipendente di Trenitalia ha chiesto l’intervento di un’ambulanza e si è fatta accompagnare al pronto soccorso dell’ospedale Lotti.

Una pattuglia di carabinieri della compagnia di Pontedera è arrivata sul posto e ha presto atto di quello che era successo. Il convoglio è stato soppresso: senza capotreno non c’erano le condizioni perché potesse continuare il servizio. I passeggeri, che comunque avevano già sentito urla e offese e immaginavano quello che stava succedendo, sono stati costretti a scendere dal convoglio. Trenitalia ha però organizzato per loro, a distanza di cinque minuti, un servizio alternativo. I passeggeri sono stati fatti salire su un altro treno regionale che era in transito da Pontedera ed era diretto all’aeroporto. A quel punto però il regionale veloce, che avrebbe fermato solo a Pontedera

e Pisa, oltre che a Empoli, è diventato un locale, come quello soppresso dopo l’aggressione alla capotreno.

Sull’episodio sono in corso le necessarie indagini. Il convoglio era di quelli dotati di telecamere. La Polfer conta di risalire ai passeggeri “portoghesi”.
 

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