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Bandito armato di pistola rapina un negozio cinese

Cascina: il colpo ha fruttato 2.900 euro ed è stato messo a segno all’orario di chiusura. La commessa: «Il malvivente aveva un cappuccio, sarebbe difficile riconoscerlo»

NAVACCHIO. Orario di chiusura lungo via del Nugolaio. È buio, i clienti dei tanti centri commerciali sfrecciano lungo il reticolo di strade della zona industriale di Navacchio. I lampioni illuminano a fatica una serata di ritorni a casa frenetici dopo una settimana di lavoro. Sembra un normale venerdì sera, ma nel negozio Otto, che si affaccia proprio sulla strada che porta alla Firenze-Pisa-Livorno, un rapinatore solitario fa irruzione con la pistola in pungo e minaccia la cassiera che, a quell’ora, sta facendo i conti prima di inserire l’allarme e chiudersi la porta alle spalle per il meritato riposo. In cassa ci sono 2.900 euro circa. E Xianli Ye non può fare altro che consegnarglieli per non correre rischi.

Il giorno dopo la rapina, tra uno scontrino e una spiegazione a un cliente, la commessa ha ancora negli occhi la scena fulminea della sera prima. Ma la racconta lucidamente, nel suo italiano condito da accento cinese. «Stavo chiudendo il negozio come tutti i giorni – racconta – Poi è entrato. Aveva una pistola in mano. Il volto era coperto da un cappuccio e occhiali scuri. Non saprei dire chi fosse». Mima l’arma e fa capire di essere stata minacciata. «Voleva i soldi. Glieli ho consegnati», dice mentre batte sul registratore di cassa l’ennesimo scontrino.

Descrivere Otto come un negozio è, forse, riduttivo. È il classico bazar come ce ne sono tanti sparsi in Italia, con proprietari cinesi che riescono a infilare di tutto tra gli scaffali. Più simile a un centro commerciale che a un negozio. Locali ampi, prodotti a perdita d’occhio. Ma soprattutto in una zona che, negli ultimi anni, ha visto tante attività commerciali chiudere. E la zona, di conseguenza, è rimasta un po’ isolata. Facile per un rapinatore scegliere l’obiettivo e il momento in cui colpire.

E la rapina dell’altra sera ha fruttato un discreto bottino all’uomo con la pistola in mano. Quasi tremila euro, come confermato dalla commessa di Otto. Una cifra ben superiore ai 700 euro che fruttò una rapina allo stesso negozio nel 2014.

Sul caso ora ci sono indagini dei carabinieri, avvisati subito dopo il fatto dell’altra sera. Come sempre si prenderà visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per trovare elementi con cui risalire all’autore e chiarire se con lui c’era un complice.
 

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