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Dona il tuo sangue: lezione "speciale" per gli studenti del Fermi

Pontedera sta lavorando per diventare la città delle donazioni e Il Tirreno segue da vicino la campagna affiancando le varie iniziative. E i risultati si vedono

PONTEDERA. Goccia dopo goccia, il fiume della solidarietà si autoalimenta, trova spinta propulsiva in se stesso, fino a diventare un torrente imperioso, positivamente inarrestabile. Si rafforza e diventa ogni giorno più saldo il legame tra il centro trasfusionale dell’ospedale Lotti, diretto dal maggio scorso dal dottor Fabrizio Niglio, e la capitale della Valdera. Comune, commercianti e istituti scolastici superiori, con iniziative diverse, stanno collaborando col direttore del centro per diffondere la cultura del dono sulla scia del Natale che è ormai alle porte.

Pontedera, quindi, sta lavorando per diventare la città delle donazioni e Il Tirreno segue da vicino la campagna affiancando le varie iniziative. Ieri, l’occasione per divulgare il messaggio a un pubblico giovane, potenzialmente determinante, è stato un incontro nell’aula magna dell’Itcg Fermi. Presenti gli studenti delle classi quarte e quinte dell’istituto diretto da Luigi Vittipaldi. All’incontro hanno preso parte anche il presidente dei Fratres di Pontedera Luigi Guido Conti e Maurizio Riso, consigliere della sezione Avis cittadina.

Un momento dell'incontro al Fermi...
Un momento dell'incontro al Fermi (foto Silvi)

Più che una lezione fuori programma, è stata una chiacchierata informale su temi però molto seri e troppo spesso ignorati, o sottovalutati, quando si è adolescenti. «Alcuni di voi - ha detto il dottor Niglio ai ragazzi - si saranno sicuramente imbattuti, in famiglia o nell’ambito delle proprie conoscenze, con gravi emergenze che hanno richiesto l’immediata disponibilità di sangue o plasma. Quindi, a grandi linee, sapete di cosa stiamo parlando. Ma non pensate che per risultare decisivi, in certi casi persino per salvare una vita, sia necessario trasformarsi in supereroi. Tutt’altro. Fare una donazione è molto più semplice di quanto pensiate, ed è un’esperienza che può arricchire anche voi. Il centro trasfusionale del Lotti è a vostra disposizione, così come di ogni cittadino, per rispondere a qualunque richiesta, per fugare ogni dubbio o paura. Donare è un’operazione veloce e priva di rischi, che farà di voi delle persone migliori». Passa anche da occasioni come questa il rafforzamento d’una cultura diffusa della donazione, che pone il cittadino al centro di un progetto condiviso e individua nelle giovani generazioni un serbatoio di civiltà che può alimentare la società del domani. 

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Adesioni “giovani”.  Come già avvenuto con gli studenti di altri istituiti superiori cittadini, si registrano nuove adesioni dal mondo della scuola. Sono in quattordici e a breve andranno a donare sangue al centro trasfusionale dell’ospedale Lotti, divisi in due giorni. Sarà la loro prima volta. Del resto, si tratta di diciottenni freschi di compleanno, visto che frequentano la classe quinta Asi, l’indirizzo economico-informatico dell’istituto Fermi di Pontedera. «I miei genitori sono donatori, in particolare il mio babbo che ha la medaglia - racconta Andrea Toni di Santa Maria a Monte - Nervoso? Assolutamente no. Più che altro sono tranquillo, ma contento perché donare è un gesto davvero speciale» .Un suo compagno di classe, Paolo Maioli, di Treggiaia, vive da sempre in mezzo a donatori. Anche il suo babbo fa parte di questo mondo e il diciottenne frequenta spesso le cene organizzate dal gruppo Fratres della frazione pontederese. «Non potevo che sposare questa causa - racconta lo studente - Donare sangue salva davvero le vite ed è un gesto che aiuta chi è meno fortunato, dovendo affrontare ogni giorno terapie a causa di patologie gravi».

Donare sangue, ecco perché è importante e come si fa Il Tirreno accompagnerà il centro trasfusionale di Pontedera nell'obiettivo di aumentare le donazioni di sangue. Il direttore Fabrizio Niglio ci spiega le caratteristiche del centro presente all'ospedale Lotti (Intervista di Sergio Braccini e Andreas Quirici, video Franco Silvi)

Numeri in crescita. Sono 93 le donazioni in più dal primo novembre a oggi, rispetto allo stesso periodo del 2016, ricevute dal centro trasfusionale del Lotti. Il risultato iniziale di una campagna che comprende il super impegno dello staff medico del centro trasfusionale e dell’Unità di immunoematologia dell’Asl Nordovest guidata dal dottor Piero Palla, il lavoro quotidiano delle associazioni di volontariato, Fratres e Avis, il supporto del Comune di Pontedera, con la vice sindaca Angela Pirri in prima linea per far divulgare la filosofia del dono e gli articoli pubblicati sul Tirreno da alcune settimane a questa parte che contribuiscono a far conoscere l’attività di chi lavora allo stesso centro trasfusionale.

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Un dato significativo che conferma il trend di crescita registrato dalla struttura diretta dal dottor Fabrizio Niglio. E che nasconde anche un altro aspetto che sottolinea lo stesso medico: «Era dal 2014 che il centro trasfusionale dell’ospedale di Pontedera non incrementava il numero dei donatori. Quest’anno è il primo dopo due anni di numeri negativi dovuti a vari fattori». Primo fra tutti l’orario di apertura che, da alcuni mesi, avviene alle 7,30 per concludersi alle 11. Mentre il venerdì e il sabato prosegue fino alle 13 per intercettare commercianti o lavoratori che preferiscono donare sangue durante la pausa pranzo. «Dobbiamo andare incontro ai bisogni delle persone, non essere chiusi dentro a una staccionata che, alla fine, diventa invalicabile», conclude il direttore del centro.

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