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Rubato l’ultimo faro alla chiesa del Castellare a San Giovanni alla Vena

In attesa della ricostruzione dell’edificio che è stato distrutto da un’esplosione, malviventi e vandali sono tornati più volte a visitare la collinetta con le macerie

VICOPISANO. Le macerie della chiesa del Castellare possono essere rimosse. La Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa ha dato l’ok per questa operazione. Tuttavia la burocrazia che, come sappiamo, ha i suoi tempi, si sta rivelando, anche se non volontariamente, un solido alleato di ladri e vandali. Uno scempio che si aggiunge a quello causato dall’incidente d’inizio maggio quando una fuga di gas fece saltare in aria l’edificio. Lo scorrere del tempo senza che si raggiungano risultati tangibili – ogni soggetto coinvolto è al lavoro per chiudere quanto prima le fasi che precedono la ricostruzione vera e propria – in paese a San Giovanni alla Vena c’è chi comincia ad avere una certa insofferenza a causa dei tempi che si allungano.

Il Comitato Castellare sta seguendo l’iter per arrivare alla ricostruzione, così come lo fa il Comune. Ma l’ultimo intoppo pare sia legato alla nomina del tecnico che dovrà seguire il progetto e la costruzione per conto della Curia. «So che dovevano cambiare il tecnico – dice il sindaco Juri Taglioli – ma poi non mi pare ci siano state altre novità. Ho visto anche io un post sui social in cui si parla di un furto nella zona dove sono rimaste le macerie del Castellare».

«L’unico segno rimasto, il faro che illumina la Croce, è stato rubato – si legge nel post – Hanno levato le transenne, sono entrati nella sagrestia e hanno buttato giù una trace pericolante, una delle due bandiere è stata issata davanti alla Madonna e molto altro che non ho voglia di raccontare, tanto non serve a niente».

Quanto scritto da Matteo Bini, uno dei cittadini che fa parte del Comitato Castellare, esprime bene, anche solo nel tono delle parole, quella che è diventata la situazione nell’area dove sorgeva il chiesino del Castellare e che è diventata mèta di ladri e vandali. Alcuni giorni fa Bini aveva denunciato un altro vandalismo.
Se le macerie non verranno rimosse quanto prima e se non si deciderà di salvare ciò che è stato risparmiato dall’esplosione di una bombola di gas, avvenuta nei giorni che precedevano la festa del Castellare, all’inizio dello scorso maggio, i danni continueranno ad aumentare.

Intorno alla ricostruzione, specialmente nei giorni successivi all’incidente, si era formato un notevole gruppo di persone pronte ad aiutare alla causa. È logico che il Comitato Castellare voglia riconsegnare la chiesa alla comunità già in occasione della prossima festa, quindi a maggio 2018. Ma i tempi, stando a quello che si vede, potrebbero dilatarsi. La

macchina della solidarietà ha fatto la sua parte. Ora bisognerebbe trovare il sistema di fermare la mano e il lavoro dei ladri e dei vandali che si stanno interessando a ciò che è rimasto della piccola chiesa cancellata dall’esplosione che peraltro rischiò di provocare alcune vittime.

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