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Tmm, attesa per il pagamento dei salari

Pontedera, la Fiom: "Inaccettabile l’atteggiamento dell’azienda, messi in discussione i principi costituzionali".

PONTEDERA. L’attenzione di sindacati e lavoratori è concentrata sui prossimi incontri previsti dalla procedura di liquidazione avviata dalla Csl di Torino per la controllata Tmm di Pontedera e sull’iter di licenziamento collettivo aperto per gli 85 operai impiegati nell’azienda dell’indotto Piaggio. Il 21 settembre, la vertenza approderà per la seconda volta al ministero dello Sviluppo Economico, mentre quattro giorni dopo i rappresentanti sindacali incontreranno ancora una volta il liquidatore dell’azienda Roberto Dell’Omodarme per fare il punto sulla vertenza e per valutare le eventuali offerte d’acquisto o le manifestazioni di interesse da parte di imprenditori interessati a rilevare lo stabilimento di viale Africa.

Sarà probabilmente sciolto martedì 12 settembre con il pagamento dei salari il “nodo stipendi” emerso nei giorni scorsi a seguito di alcune difficoltà (che sarebbero superate) ad “onorare” la scadenza. Proseguono intanto le polemiche nei confronti della Csl di Torino che non si è presentata al tavolo ministeriale attivato lo scorso 6 settembre. Un comportamento che, secondo Massimo Braccini, segretario generale della Fiom-Cgil della Toscana, "dimostra tutta la prepotenza e l’arroganza che un’impresa possa esprimere".

"Chiudere un’impresa fuggendo letteralmente dal territorio, serrare lo stabilimento dopo aver tranquillizzato la Rsu e le istituzioni sulle prospettive, nominare un liquidatore con precisi compiti e lasciare la forza lavoro a spasso, segna un degrado inaccettabile per un Paese che vuol continuare ad essere civile e dove esiste la civiltà delle relazioni - accusa il segretario della Fiom - Il danno che la Csl ha creato ai lavoratori in termini di sicurezza, libertà e lesione della dignità umana è gravissimo ed inaccettabile. Lasciando i lavoratori fuori dal cancello e non presentandosi nemmeno di fronte ad una convocazione dello Stato, la Csl ha messo in discussione

i principi della Costituzione. Può esservi un profitto equo che ripaghi gli imprenditori della loro capacità, del loro impegno, del rischio di impresa, ma nello stesso tempo è necessario che l’economia svolga una funzione sociale ed assicuri ai dipendenti un’esistenza libera e dignitosa".

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