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politica e polemiche

La sindaca di Cascina e la liberazione dalla Liberazione

Un consiglio alla leghista Susanna Ceccardi: fai la sindaca, non l'ideologa

CASCINA. Che pasticcio, Susanna! Sindaca leghista nell’ex Cascina rossa, sei sotto un fuoco incrociato: t’attaccano non soltanto da sinistra (per te un punto d’onore), ma anche da destra. Quelli di Fratelli d’Italia, tuoi alleati, hanno fatto il diavolo a quattro quando hanno sentito il discorso che hai pronunciato il 4 settembre per ricordare la Liberazione dal nazifascismo.

«Discorso pieno di luoghi comuni, quello della Ceccardi, gli stessi che per decenni hanno tenuto la destra ai margini della vita politica, discorso copiato in più parti», hanno tuonato figure di primo piano di Fdi. Non ti perdonano «la rincorsa a chi è il più antifascista di Cascina», paese dove ci sono state due cerimonie: una del Comune con te, e una dell’Anpi con il governatore Rossi e il tuo vice (quest’ultimo se n’è andato perché contestato da sinistra).

Alle intemerate tu hai reagito con una provocazione: «Comincio a credere che forse sarebbe meglio non celebrare più nessuna festa della Liberazione. Fascisti nostalgici e antifascisti nostalgici non avrebbero più nessun argomento

per discutere per mesi e si potrebbe davvero cominciare a pensare tutti insieme solo al presente e al futuro».

Insomma, Susanna, vuoi liberarci dalla Liberazione.

Un consiglio: lascia perdere polemiche e provocazioni. Fai la sindaca, non l’ideologa.
 

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