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Sull’Ape Car (vero) il baby collezionista di modellini Piaggio

Francesco Bongio, 13 anni, ideatore di un museo delle tre ruote, ha fatto visita all’azienda di Pontedera e incontrato il manager Scardigno

PONTEDERA. Passeggia qua e là tra i vari esemplari con aria estasiata. Nel silenzio del salone i suoi passi compongono quasi una melodia. Fino a che da una porta del Museo Piaggio spunta Vincenzo Scardigno, responsabile mercato Emea ed Emerging Markets 3-4 Ruote. «Tu sei Francesco? Complimenti, ha fatto qualcosa di incredibile. Vieni qua, ho un regalo per te».

Scardigno consegna al tredicenne della provincia di Sondrio un modellino di Ape Calessino con tanto di targa intestata al giovanotto. Francesco Bongio venerdì 8 settembre non è capitato al Museo Piaggio per caso. È stata l’azienda a invitarlo attraverso una mail. Perché a Morbegno, comune lombardo di poco più di 12.000 anime, c’è un museo dedicato all’Ape, veicolo che la Piaggio ha lanciato nel 1948. A dirigere il museo è proprio Francesco, che tra pochi giorni comincerà il suo ultimo anno di scuole medie. Tutto è nato da un modellino di Ape Car regalato dalla zia Silvia, sei anni fa. «Non so come spiegarlo, ma è sbocciata subito la passione. L’Ape mi affascina - spiega Francesco - perché unisce l’utilità alla bellezza estetica. Come un camioncino, ma più bello». Il tour tra gli esemplari Piaggio prosegue e parlare con Francesco non è facile. Segue le spiegazioni della guida con attenzione, che lo porta verso l’angolo dedicato ai vari modelli di Ape. Il direttore del museo di Morbegno spulcia ogni angolo della carrozzeria con attenzione, anche se per lui i segreti sono davvero pochi. Conosce le diverse edizioni dell’Ape perfettamente.

Francesco, nella sua esposizione, allestita in una stanza dello studio professionale dello zio Lorenzo, ha suddiviso i suoi “gioielli” in ordine cronologico. E a Morbegno in molti hanno già visitato il tempio dell’Ape rintracciabile attraverso il sito (museoapecar-morbegno.blogspot.it) o mail (museoapecarmorbegno@gmail.com).

Inoltre, il giovanissimo appassionato di una delle creazioni Piaggio più famose di sempre, ha studiato un sistema di merchandising per finanziare il museo e quindi l’acquisto di nuovi modellini. «Ho iniziato da subito a collezionare modelli di Ape e nel 2011 ho aperto il museo. Dopo due anni, però, ho dovuto chiuderlo causa trasloco. Menomale - racconta Francesco - che mio zio Lorenzo mi ha dato la possibilità di usare una sala del suo studio».

Tra i gadget acquistabili dal museo di Morbegno ci sono alcune magliette con la stampa dei disegni fatti da Francesco. Riproduzioni a mano libera. Di che cosa? Naturalmente di Ape. Di ogni tipo. E proprio una di queste t-shirt è stata regalata dal direttore tredicenne a Scardigno. Mamma Claudia e babbo Sergio non hanno intenzione di spezzare la passione del figlio, anche se non vogliono che diventi un’ossessione: «Francesco sta portando avanti un interesse sano e nobile, ma sa benissimo che la priorità

è la scuola. Inoltre, non vogliamo troppa pubblicità. Da quando si è sparsa la voce del museo ci hanno contattato un sacco di quotidiani. A dire il vero anche la televisione - conclude mamma Claudia -, ma ho preferito dire di no. I riflettori della tv mi sembrano eccessivi».
 

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