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La cultura a Pisa e provincia vale 640 milioni

Fondazione Symbola e Unioncamere fotografano  un mercato che dà lavoro a 11mila persone

PISA. Quanto vale il “bello” in provincia di Pisa? Quanta ricchezza produce un quadro, una cattedrale, un tratto di mura striche, piuttosto che un antico volume o un giardino monumetale? È quello che si sono chiesti gli esperti di statistica che elaborato il report 2017 “Io sono cultura - l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”. Dal quale emerge una certezza: il bello “paga”, rende in termini di fatturato più di quello che si possa immaginare. E in un territorio come quello della provincia di Pisa che vanta tesori di fama mondiale, dalla Torre pendente alla Certosa di Calci passando per il Palazzo dei Priori di Volterra o la Rocca del Bunelleschi di Vicopisano, le cifre possono essere da capogiro: 640 milioni di euro di valore aggiunto e 11mila occupati.

La ricchezza del “bello”. I numeri provinciali, forniti dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa sulla base del rapporto elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, tengono conto dell’intero Sistema produttivo culturale e creativo (Spcc), composto da imprese, no profit e pubblica amministrazione che produce appunto un valore aggiunto pari al 5,7% di quello realizzato complessivamente, posizionando al provincia al diciassettesimo posto a livello nazionale. La cultura, e non lo scopriamo certo oggi, è quindi uno dei motori trainanti dell’economia provinciale. Sono molti, infatti, i punti di contaminazione tra cultura ed economia. Come visto, ci sono le imprese “creative driven” – vale a dire le attività caratterizzate dall’impiego di professionalità creative – ma anche gli effetti moltiplicativi sistema produttivo culturale e creativo sul resto dell’economia che vive in simbiosi con il resto del tessuto produttivo generando un effetto moltiplicatore sul resto dell’economia di poco superiore a 2. In altre parole, per ogni euro prodotto da questo sistema, se ne attivano più di 2 in altri settori. I 640 milioni prodotti a Pisa, quindi, ne ‘stimolano’ altri 1.301, per arrivare ad 1,941 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale pisana: il 17,2% del valore aggiunto provinciale, col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano. Nel corso del 2016 risulta che il 57,8% della spesa turistica della provincia di Pisa sia “attivata” dal Sistema produttivo culturale e creativo (la media italiana si ferma al 37,9%) posizionando la provincia all’ottavo gradino a livello nazionale.

Le imprese. Ma quali sono le imprese che beneficiano di questo importante giro d’affari? A Pisa il Sistema produttivo culturale e creativo conta 1.221 imprese al quale si affiancano un buon numero di aziende caratterizzate da strette sinergie con il settore, le cosiddette creative-driven. Le industrie culturali producono, da sole, oltre 212 milioni di euro di valore aggiunto, ovvero un terzo della ricchezza generata dal Spcc, dando lavoro a oltre 3mila persone (il 30% circa del settore). Contributo importante anche dalle industrie creative, capaci di produrre quasi 66 milioni di valore aggiunto (il 10,3% del totale del comparto), grazie all’impiego di oltre mille addetti. Performing arts e arti visive generano invece 55 milioni di euro di ricchezza e mille e cento posti di lavoro. Alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico si devono quasi 20 milioni di euro di valore aggiunto e oltre 400 addetti. A questi quattro ambiti, che rappresentano il cuore delle attività culturali e creative, si aggiungono
i rilevanti risultati delle attività creative-driven (principalmente manifattura evoluta e artigianato artistico): 286 milioni di euro di valore aggiunto (il 45% dell’intero sistema culturale e creativo) e quasi 5mila addetti (il 43,4% del totale del sistema culturale e creativo).

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