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La Vespa solo elettrica? Meglio ibrida

La Vespa solo elettrica? Meglio ibrida

Scatta il ripensamento per la nuova versione dello scooter attesa per la seconda metà del 2018. A Pontedera gli ingegneri sono già al lavoro per studiare e mettere a punto il modello che prevede la doppia alimentazione

PONTEDERA. Svolta-dietrofront al Gruppo Piaggio. A nascere nel secondo semestre del 2018 sarà sì un nuovo modello di Vespa, ma quest’ultima non sarà elettrica, bensì ibrida. Le difficoltà legate al tipo di tecnologia e l’inadeguatezza della rete di punti di rifornimento in parecchie nazioni, fra cui la stessa Italia, ha fatto cambiare idea al colosso di cui è a capo Roberto Colaninno.

La notizia del ripensamento è stata pubblicata ieri in esclusiva dall’inserto “L’Economia” del Corriere della Sera, che ha riportato dei virgolettati appartenenti al figlio del presidente e amministratore delegato della Piaggio, Michele Colaninno, il quale, oltre ad essere consigliere di Piaggio e amministratore delegato e direttore generale di Immsi, la holding del Gruppo, è vicepresidente dell’Acem (l’associazione europea dei costruttori di motocicli) e presidente della Piaggio Fast Forward, la società di smart mobility nata da quasi due anni, con sede a Boston, il cui core business è lo sviluppo della tecnologia e dell’innovazione a servizio degli spostamenti. «L’ibrido – ha dichiarato Michele Colaninno al Corriere della Sera – ci sembra la soluzione migliore, perché la tecnologia elettrica è ancora scomoda. Quanto ci vorrà infatti perché ci sia una rete di carica sufficiente? Inoltre, l’elettrico ha un processo produttivo che, paradossalmente, inquina. Costa e il suo sviluppo è troppo legato agli incentivi».

Tutt’altra cosa, in sostanza, rispetto a quanto fu annunciato per la prima volta in occasione dell’Eicma 2016, il salone internazionale del ciclo e motociclo che ogni anno si svolge a Milano. «Abbiamo deciso – disse il presidente Roberto Colaninno – di avviare il nuovo progetto, non escludendo partnership con soggetti di livello mondiale che abbiano nel loro dna la tecnologia “zero emissioni”, nella convinzione che il mondo della mobilità si trovi di fronte a un cambio di scenario che propone sfide epocali, legate ad ambiente, inquinamento e qualità della vita. La propulsione elettrica, nei suoi sviluppi più avanzati, è la soluzione privilegiata per le esigenze di questa nuova mobilità».

Evidentemente, lungo il percorso intrapreso Piaggio non ha poi trovato le garanzie necessarie per centrare i propri obiettivi. In fabbrica a Pontedera, nonostante il periodo di ferie, non è difficile trovare conferme alle dichiarazioni di Colaninno jr al Corriere della Sera. Tutto vero. C’è già un reparto d’ingegneria che si è messo a studiare la versione ibrida (cioè

con due diversi tipi di alimentazione: quella elettrica e quella a benzina) della Vespa ed è presumibile che il nuovo prodotto venga fatto sbarcare sul mercato nella seconda metà del prossimo anno. Sarà - dicono in azienda - come avere una Toyota Prius a due ruote.

 

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